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Youssouf Fofana (centrocampista AC Milan), qui durante Lazio-Milan 1-0 (Serie A 2025-2026) | News (Getty Images)
Youssouf Fofana, centrocampista del Milan, ha rilasciato una lunga intervista all'Équipe. Per l'occasione, Fofana ha parlato anche del nuovo approccio alla tattica che ha avuto da quando gioca in Serie A con il Diavolo.
"Non è stato necessariamente quello che si pensa. Il primo anno ci sono state due fasi, in primis ho imparato molto dal punto di vista tattico. Sappiamo tutti che in Italia ci danno molta importanza. Non è affatto un cliché. In realtà ho avuto un bello shock. Pensavo di arrivare con una solida base tattica, ma alla fine prestano davvero attenzione a tutto! Mi ci è voluto un po' per capire che qui puoi giocare perfettamente per novanta minuti, ma se alla fine il risultato è 1-0 per l'avversario, significa che sei stato surclassato tatticamente. Mi ci è voluto del tempo per assimilare l'efficacia e questa disciplina tattica".
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"Prima ero un giocatore più istintivo, oggi sono più disciplinato. Cerco di rispettare meglio le consegne, di leggere meglio il gioco. Cerco di fare ciò che serve alla squadra. Non è solo recuperare palloni. Bisogna anche saper costruire, aiutare i compagni, essere ben posizionati. Sono al servizio della squadra. Se l’allenatore dice qualcosa io sono a sua disposizione. Poi, se dico spontaneamente: ‘So fare anche altre cose’, e mi lasciano fare, gliele mostrerò. Tutto qui. Sto facendo un passo avanti nella mia carriera con un gigante italiano e nessuno mi vede. Non ho bisogno di questo riconoscimento, non sono uno di quei giocatori che ha bisogno di pacche sulle spalle".
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