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Donadoni: “Milan, senza Champions stagione negativa. Leao? Sempre nell’occhio del ciclone”

Roberto Donadoni, ex centrocampista AC Milan, ha rilasciato un'intervista a 'La Gazzetta dello Sport'
Roberto Donadoni, ex centrocampista del Milan tra gli anni Ottanta e Novanta, ha rilasciato un'intervista in esclusiva a 'La Gazzetta dello Sport' oggi in edicola. Ecco, dunque, le sue dichiarazioni tra la lotta Champions e il lavoro di Max Allegri
Daniele Triolo Redattore 

Roberto Donadoni, ex centrocampista del Milan tra gli anni Ottanta e Novanta, ha rilasciato un'intervista in esclusiva a 'La Gazzetta dello Sport' oggi in edicola. Ecco, qui di seguito, le sue dichiarazioni sui rossoneri.

Sul campionato del Milan così accidentato in questo finale di stagione: «Per lo Scudetto c’era poco da fare perché l’Inter era la più forte e la più attrezzata, ma dopo la vittoria nel derby mi aspettavo che il Milan avrebbe tenuta viva un po’ di più la corsa per il titolo. Invece sono saltate fuori vecchie problematiche e la squadra è risultata meno competitiva. Ha perso partite che non mi aspettavo perdesse contro la Lazio, l’Udinese e il Sassuolo e ora …».


Milan, Donadoni: "Servono tre punti contro l'Atalanta, la Roma sta andando forte"

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Su quanto può succedere ora: «È lecito avere timori che la Champions possa sfuggire. Il cammino dell’ultimo mese e mezzo non è stato positivo ed è questo il momento in cui deve venir fuori il carattere. Il Milan resta in vantaggio, ma non può più sbagliare né pensare di amministrare: servono i tre punti già contro l’Atalanta perché la Roma sta andando forte».

Su Massimiliano Allegri che ha chiesto al gruppo di non rovinare quanto fatto finora: «Condivido le sue parole. Adesso serve a poco parlare e bisogna rimboccarsi le maniche per chiudere la stagione in questa posizione».

Sulla flessione del Milan anche per colpa del tecnico livornese: «Il valore di Allegri è conosciuto e riconosciuto da tutti. In campo vanno i giocatori che devono avere questa volontà e questo desiderio di centrare l’obiettivo. Un allenatore può trasmetterti le sue motivazioni, ma poi ... lui resta in panchina e non può segnare».

"Gli attaccanti non segnano, ma il loro valore non si discute. Se uno si sblocca ..."

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Sul Milan che si aspetta domenica: «Non sarà una partita facile per i rossoneri perché l’Atalanta è una formazione tosta e vuole chiudere al settimo posto. Entrambe le squadre non stanno attraversando un grande momento di forma, ma può anche venir fuori un match interessante».

Sugli attaccanti del Milan di Allegri che non segnano da due mesi: «Vero però il loro valore non si discute. Magari questa sarà la volta in cui uno avrà un guizzo vincente e si sbloccherà».

Su Rafael Leão: «Nel momento in cui il Milan ottiene risultati, Leão non viene chiacchierato, mentre in periodi come questo, è quasi sempre nell’occhio del ciclone. Lui è capace di cose egregie, ma gli difetta la continuità di rendimento: se fa il salto di qualità, può essere un top, altrimenti continuerà ad alternare alti e bassi come ora».

"Mercato? So che non c'è più Berlusconi e i fondi ragionano in maniera diversa. Però ..."

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Su cosa succederebbe se il Milan non si qualificasse per la Champions League: «Non qualificarsi per la Champions renderebbe la stagione negativa perché il Milan sarebbe fuori per due anni di fila dalla coppa europea più importante. Questi pensieri, però, la squadra non deve averli: la paura e la tensione rischiano di bloccarti. Meglio raccogliere tutte le energie possibili e concentrarle sul dare il massimo».

Sulla Champions come trampolino per un mercato più importante: «Il club rossonero non può che puntare in alto perché ha nel suo DNA la vittoria. So bene che non c’è più Silvio Berlusconi e che i fondi ragionano in maniera diversa rispetto ai grandi proprietari del passato. I tifosi del Milan però sono abituati a certi obiettivi».

Su cosa serve al Milan per tornare in alto: «Credo che Allegri abbia fatto crescere la squadra a livello di rendimento rispetto allo scorso anno. Con 3-4 innesti giusti, il Milan può accorciare il gap con l’Inter e tornare a vincere».