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Milan, Di Stefano fa notare: “Non ci sarebbe motivo di cambiare Tare. L’equilibrio che c’è non va toccato”

Il commento di Peppe Di Stefano sul futuro al Milan di Igli Tare
In esclusiva ai nostri microfoni, il giornalista Peppe Di Stefano si è espresso sul futuro al Milan del ds rossonero Igli Tare. Ecco le sue dichiarazioni e le nostre impressioni
Redazione

Dopo settimane di rumors e panchine traballanti, l’aria attorno a Milanello sembra essere cambiata. La vittoria di Verona non ha portato solo tre punti, ma ha consolidato una convinzione che sta prendendo piede in via Aldo Rossi: il futuro del Milan ha ancora il volto di Massimiliano Allegri e Igli Tare. In un ambiente che spesso invoca la rivoluzione dopo ogni passo falso, la proprietà sembra intenzionata a scegliere la strada della stabilità.

L'effetto Tare: tra il "colpo" Modric e il fantasma di Tonali

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Uno dei temi più dibattuti riguarda l'operato del DS Igli Tare. Le critiche per alcuni investimenti estivi non sono mancate, ma un’analisi più profonda invita alla pazienza. Come sottolineato dal giornalista Peppe Di Stefano ai nostri microfoni , il lavoro di un dirigente non si giudica nell'immediato. Il paragone con il passato è illuminante: se il Milan avesse bocciato Sandro Tonali dopo il suo primo, difficile anno in rossonero, avrebbe perso uno dei pilastri dello scudetto. Lo stesso ragionamento va applicato oggi a profili come Jashari: alcuni talenti hanno bisogno di tempo per metabolizzare il peso di San Siro. La capacità di Tare di portare a Milano un'icona come Luka Modric dimostra inoltre una visione internazionale che pochi altri DS in Italia possiedono.


 Evitare il trauma del 2023: la lezione della "cacciata" di Maldini

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La stabilità sportiva è un equilibrio delicatissimo. Il ricordo del giugno 2023, con l’addio traumatico di Paolo Maldini, è ancora vivo nella memoria dei tifosi e degli addetti ai lavori. Un cambio radicale oggi, con la squadra in piena corsa Champions, rischierebbe di produrre un nuovo shock sistemico. Secondo Di Stefano, la continuità è l'arma segreta per migliorare:

"Se in questo momento c'è un equilibrio, andrebbe lasciato intatto. Serve calma. Se in estate si fanno le cose per bene, le cose possono solo andare meglio".

Tradotto: cambiare tanto per cambiare è un rischio che il Milan non può e non vuole correre.

L'opinione di PianetaMilan

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Siamo convinti che la via tracciata sia quella corretta. Il Milan ha bisogno di certezze, non di scommesse. Allegri come garante dello spogliatoio e Tare come architetto del mercato internazionale rappresentano un binomio che, se supportato da una campagna acquisti mirata (magari con l'innesto di un 9 di peso), può riportare il Diavolo a competere per il vertice. Voi siete d'accordo?