PIANETAMILAN news milan interviste Capello: “Ma quale modulo, il problema del Milan è un altro. Leao, aiutati anche un po’ da solo”
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Capello: “Ma quale modulo, il problema del Milan è un altro. Leao, aiutati anche un po’ da solo”

Daniele Triolo Redattore 
Fabio Capello - ex giocatore ed ex allenatore rossonero - ha analizzato, in un'intervista in esclusiva rilasciata a 'La Gazzetta dello Sport' oggi in edicola, il momento nero del Milan di Massimiliano Allegri e della sua stella Rafael Leao

Fabio Capello, ex giocatore (1976-1980) ed ex allenatore (1987, poi dal 1991 al 1996 e infine nella stagione 1997-1998) del Milan, ha rilasciato un'intervista in esclusiva a 'La Gazzetta dello Sport' oggi in edicola in cui ha parlato del momento - molto difficile - dei rossoneri di Massimiliano Allegri. Ecco, dunque, qui di seguito le sue dichiarazioni.

Sulla sorpresa nella vittoria dell'Udinese a 'San Siro' contro il Milan: «Fino a un certo punto. Sono arrivato presto allo stadio e ho osservato con cura il riscaldamento dell’Udinese: si vedeva una squadra concentrata, sul pezzo, tonica. E in particolare Zaniolo, spesso in passato criticato per gli atteggiamenti, ha fatto un pre-partita perfetto. Non a caso poi è stato il migliore in campo».

Milan, Capello: "Gli episodi non girano a favore, però ..."

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Capello sul Milan di Allegri che non aveva mai perso con tre gol di scarto in questa stagione: «Perché è sempre stato compatto e solido difensivamente. Sabato, invece, ha concesso innumerevoli ripartenze agli avversari. Va anche detto che gli episodi non sono girati a favore del Diavolo: l’autogol di Bartesaghi, la grande parata di Okoye a inizio secondo tempo su Saelemaekers, quando sinceramente pensavo che la partita potesse ancora essere ripresa ...».

Sul passaggio dal 3-5-2 al 4-3-3 che non ha pagato: «Ma no, lasciamo stare il modulo. Il problema, semmai, è stato il ritmo. L’Udinese andava una volta e mezza più veloce. Vinceva tutti i contrasti, aggrediva e ripartiva con un’intensità molto maggiore a quella dei rossoneri. Così, puoi giocare con tutti gli schemi che vuoi, ma le partite le perdi ugualmente».


"Forse i rossoneri hanno subito il contraccolpo di Napoli"

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Su come si spiega il deficit a livello fisico: «Fatta la premessa che l’Udinese sta molto bene ed è squadra rognosa da affrontare, il calo del Milan non può avere giustificazioni. In una stagione senza coppe, con un’eliminazione precoce dalla Coppa Italia .... Mi viene da pensare che tutto parta dalla testa, piuttosto che dalle gambe. Forse i giocatori rossoneri hanno subito il contraccolpo di essere usciti dalla lotta per lo Scudetto dopo il ko di Napoli. O forse si sono adagiati su una classifica che pareva mettere al sicuro la qualificazione in Champions».

Su Allegri che aveva avvisato tutti come la Champions non fosse in tasca: «Perché Max probabilmente odorava nell’aria che qualcosa non andava. Uno con la sua esperienza certe cose le avverte prima».

Sul Milan che ha voluto sperimentare contro l'Udinese: «Non dimentichiamoci che il Milan arrivava da una sconfitta contro il Napoli e che per tutto il girone di ritorno sta facendo una fatica tremenda a segnare. Evidentemente Allegri ha cercato dei rimedi, che non hanno funzionato. Ma il problema mi pare ben più profondo di una partita sfortunata».

"A me Leao da centravanti non convince. Ma mi sembra anche che ..."

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Sul 'problema' Rafael Leao: «I fischi li ho sentiti anche io. E ho letto le parole di Rabiot, che invece invita il pubblico ad aiutare Leao. Giusto, ma ecco, io aggiungerei che pure il portoghese deve aiutarsi un po’ da solo».

Su cosa sta succedendo a Leao: «L’ho detto più volte, a me da centravanti non convince. Ma al di là del ruolo, mi sembra proprio non ne abbia come una volta. Quando nel secondo tempo è stato spostato all’ala sinistra, la sua posizione preferita, non andava quasi mai uno contro uno. È stato il simbolo di un Milan sotto ritmo».

Sulla Champions a rischio e su cosa deve fare ora Allegri: «Il Milan ha bisogno di ritrovare spirito, compattezza e umiltà. Le doti che avevano caratterizzato l’ottimo girone d’andata dei rossoneri e che si sono perse nelle ultime settimane. Max deve fare in modo che il gruppo torni unito, che il singolo si sacrifichi per il collettivo. Perché di sicuro il Milan visto contro l’Udinese faticherebbe non poco ad andare in Champions. Anzi, non ci andrebbe nonostante il vantaggio attuale in classifica».

Su Milan-Juventus come vero e proprio 'spareggio Champions': «I bianconeri hanno sofferto a Bergamo per un tempo, ma poi sono usciti alla distanza, ottenendo un successo fondamentale. Spalletti è assolutamente in corsa e la partita di San Siro sarà un crocevia importante sia per la Juve che per il Milan. Anche se mancano sei giornate e non basterà una sola gara per raggiungere il traguardo».