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Milan, Camarda in porta. Gol in rovesciata e non solo: retroscena del primo allenatore

Francesco Camarda AC Milan Milan-Bruges 3-1 Champions League 2024-2025
Il tecnico Massimo D'Amaro è stato il primo allenatore di Camarda ai tempi dell'Afforese. Il suo parere sull'attaccante del Milan
Emiliano Guadagnoli Redattore 

Il tecnico Massimo D'Amaro è stato il primo allenatore di Camarda ai tempi dell'Afforese. Oggi il giovane attaccante del Milan debutterà in Serie A dal primo minuto contro il Cagliari. L'allenatore ha parlato a Gazzetta.it proprio di Camarda prima del passaggio in rossonero. Ecco le sue parole.

Milan, l'esperienza in porta, la voglia di giocare e il futuro. Camarda raccontato dal primo allenatore

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"Il bello anche lasciare che i bambini sprigionino la loro fantasia, lasciandoli liberi di provare l’uno contro uno. Francesco prendeva la palla e andava dritto verso la porta".


E i compagni non dicevano niente?

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"No, perché i bambini sono contenti se vedono la palla finire in porta. Che poi sia uno o l’altro a mettercela, va bene uguale. Vinte tutte tranne una, contro una squadra in cui c’era un bambino che poi pure è andato al Milan. Usciva a testa bassa, col broncio. Mi passava vicino e chiedeva: 'Mister Max, quando posso rientrare?'. Alla loro età le partite sono fatte di tre tempi da 15 minuti l’uno, quindi c’è spazio per tutti. Lo spiegavo a Francesco, che sembrava capire, salvo, dopo due minuti, tornare alla carica: 'Mister Max, quando posso rientrare?'".

La chiamata del Milan e quando giocava anche in porta

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"Non avendo ruoli fissi, Francesco finiva pure in porta. Anche in quel caso faceva la faccia storta, ma infilava ubbidiente maglia e guanti. Solo che non riusciva a restare tra i pali: la prima volta faceva lo sforzo di passarla al compagno, la seconda la lasciava cadere davanti ai piedi e partiva per andare a segnare. Poi tornava trotterellando contento in porta. Ho capito che Camarda era destinato a grandi cose quella volta in cui l’ho visto palleggiare, alzare il pallone e colpirlo in rovesciata mettendolo in porta. Un gesto eseguito in perfetta coordinazione. Un giorno arriva al campo un osservatore del Milan, Giovanni Vallelonga. Parla coi nostri dirigenti e con i genitori di Francesco. Dopo qualche giorno, Camarda non lo vedo più. Torna dopo tre o quattro mesi. 'Che è successo?', gli chiedo. Scopro che il suo istruttore al Milan lo aveva rimproverato vedendolo svogliato e distratto, e gli aveva detto: 'se fai così, torna pure all’Afforese. E lui aveva risposto: va bene, ci torno. Capito, che personalità?".

Può diventare un campione?

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"Sì. Francesco è fatto per il calcio. Oltre ai piedi, ha pure la testa giusta. E gli farei respirare subito l’aria della prima squadra: allenarsi e andare in panchina lì, piuttosto che nell’U23, gli farebbe bene. Già in Primavera gioca tre anni sotto età, eppure fa la differenza. Inutile ritardare l’inserimento tra i grandi". LEGGI ANCHE: Cagliari-Milan, probabili formazioni: restano due dubbi per Fonseca

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