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INTERVISTE

20 febbraio 1986, Berlusconi prende il Milan. Confalonieri ricorda: “Firmammo nell’ufficio di un interista”

20 febbraio 1986, Berlusconi prende il Milan. Confalonieri ricorda: 'Firmammo nell'ufficio di un interista'
Fedele Confalonieri, attuale Presidente di 'Mediaset', seguì il compianto Silvio Berlusconi come suo uomo di fiducia nell'acquisizione del Milan da Giussy Farina, avvenuta esattamente 40 anni fa, il 20 febbraio 1986. Il suo ricordo al 'CorSport'
Daniele Triolo Redattore 

Fedele Confalonieri, attuale Presidente di 'Mediaset' e amico di una vita di Silvio Berlusconi, ha ricordato - in un'intervista in esclusiva rilasciata al 'Corriere dello Sport' oggi in edicola - quando, il 20 febbraio 1986, esattamente 40 anni fa, il Cavaliere acquistò il Diavolo da Giussy Farina. Ecco, dunque, le sue dichiarazioni.

Confalonieri: "Berlusconi disse: 'Ho deciso di prendere il Milan, prepariamoci'"

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Sulla decisione di entrare nel calcio acquistando il Milan: «Con Silvio e il gruppo dei manager di Fininvest eravamo di ritorno da Saint Moritz dopo le vacanze di Natale. Avevamo incrociato in quei giorni l’Avvocato Agnelli scortato da Luca di Montezemolo. Loro due erano vestiti di tutto punto con le tute da alta montagna, noi invece, come disse qualcuno, sembravamo Totò e Peppino sbarcati alla stazione di Milano. Bene: durante il volo, a un certo punto, Silvio ci chiamò e annunciò “Ho deciso di prendere il Milan, prepariamoci”».


Sulle reazioni: «L’unico che espresse qualche perplessità fu proprio Adriano Galliani ma per un motivo molto semplice. Aveva sulle spalle l’esperienza personale di comproprietario del Monza e sapeva benissimo, fin da allora, che quello sarebbe stato un affare a perdere. Come fu superato quel parere negativo? Con una semplice ed efficace osservazione. Disse Silvio: 'Non è un affare come tutti gli altri, questo è un affare di cuore'. Perché lui e tutti noi avevamo, da ragazzi, la fede rossonera che scorreva nelle vene».

Sui suoi ricordi del 20 febbraio 1986: «Fu una giornata molto impegnativa. Pensi: cominciammo di primo mattino andando negli uffici del commercialista dell’epoca, il dottor Locatelli, che tra l’altro era interista, per firmare i documenti del passaggio delle azioni dal Milan di Farina a Fininvest. Subito dopo volammo tutti a Parigi perché nella stessa serata ci sarebbe stata la presentazione ufficiale della nuova tv francese, La Cinq con la partecipazione tra l’altro di Michel Platini».

"Nessuno di noi avrebbe mai immaginato la cavalcata trionfale per 30 anni"

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Sugli inizi dell'avventura e su come è andata poi, con tanti successi: «All’inizio, parlo dei primi mesi dopo l’ingresso nel club, tutti noi abbiamo cominciato a sognare il raggiungimento di grandi traguardi ma nessuno si sarebbe spinto a immaginare la cavalcata trionfale durata 30 lunghissimi anni passando da un allenatore vincente, Arrigo Sacchi, a un altro, altrettanto vincente come Fabio Capello, ottenendo con Carlo Ancelotti che è stato prima calciatore e poi allenatore per otto lunghi anni, gli stessi trionfi dei suoi predecessori. La spiegazione è molto semplice: solo con Silvio Berlusconi questo è potuto accadere. E non lo dico per banale riconoscenza. Lo affermo perché è avvenuto così in tutti i campi nei quali si è cimentato».

Sull'entusiasmo che scaturì anche nei tifosi: «Le cito due dati che possono spiegare bene il fenomeno. All’epoca il Milan era editore di una rivista dal titolo “Forza Milan” che, affidata alla redazione di Tv Sorrisi e Canzoni guidato da Gigi Vesigna, riusciva a vendere in edicola quasi centomila copie. A Barcellona, in occasione della finale di coppa dei Campioni contro la Steaua, a causa del numero imponente di tifosi arrivati in Spagna, con gli alberghi pieni, Pubblitalia, la concessionaria della pubblicità del gruppo, fu costretta ad affittare due navi per ospitare a bordo i propri clienti».