"Giocare un Mondiale sarebbe un sogno. Ma devo finire meglio la stagione"
—Sulla sua stagione: «Se è una stagione positiva? Non credo di essere sufficientemente forte. Le statistiche entrano in gioco. E io posso essere molto più efficace di così. Potrei aver segnato un solo gol e fornito più di quattro assist in questa stagione, e allora vi avrei detto che la mia stagione era stata buona. E se guardo al Mondiale, non credo che mi si prenda in considerazione per questo ruolo. Lo faccio con il club, soprattutto se siamo in lizza per un titolo. Ma non sono convinto che questo mi aiuti per il futuro. Sono un giocatore del Milan, c'è chi lo vede, ma sul medio periodo non vengo preso in considerazione nei dibattiti mediatici su chi possa andare o meno al Mondiale. Ed è un peccato».
Sulla nuova mentalità e se si sente sottovalutato: «Prima ero più fatalista. Oggi non la penso più così: bisogna andare a prendersi le cose. Oggi lavoro di più sull’analisi, cerco di capire meglio il gioco. Ascolto di più gli allenatori. Sono diventato più esigente con me stesso. Dato che non riescono a capirmi, non mi inseriscono in una categoria, ma non faccio parte di quei giocatori che hanno bisogno di carezze sulla schiena e sentirsi dire 'bravo'. Ho giocato tantissimo, è questo il vero riconoscimento. In campo amo rischiare. Oggi nel calcio tutti giocano sul sicuro. Se mi dicono che la mia percentuale di passaggi riusciti non è al livello dei top, rispondo che è perché io rischio di più. Ho sbagliato? Può darsi, ma non significa che tecnicamente io sia meno forte. Non dico di fare cose impossibili, ma non voglio dire 'non ci provo per paura di sbagliare'».
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Sulla Nazionale: «Giocare un Mondiale sarebbe un sogno. Si, voglio andarci, ma dovrò fare il visto (ride, n.d.r.). Convocazione? All’inizio ci restavo male. chiedendomi perché non venissi convocato. Poi ho pensato ‘Ok Youssouf, ci sono tanti giocatori forti nel tuo ruolo’. Devo prima fare bene con il mio club. Devo finire la stagione ancor meglio di come l’ho iniziata, le opportunità arriveranno. Dipende tutto da me».
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