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Inter, l'intervista a Bedin in vista del derby | AC Milan News (Getty Images)
Gianfranco Bedin, 80 anni, è stato il mediano dell'Inter dal 1964 al 1974. Il centrocampista dei nerazzurri di Herrera, la squadra in grado di vincere due Coppe dei Campioni consecutive tra il 1964 e il 1965, si è raccontato in un'intervista concessa alla 'Gazzetta dello Sport'. Ecco, di seguito, le sue memorie dei derby del passato, in vista della stracittadina in programma domenica 8 marzo.
“Che battaglie nei derby. Gianni (Rivera, n.d.r.) aveva gli occhi sulla nuca e la partita già in testa, come un film. Lo tormentavo, gli tiravo la maglia ma lui niente, impassibile. Il gol più bello della mia vita lo feci in un derby, abbandonai la sua marcatura e mi spinsi avanti, tiro di controbalzo di sinistro all’incrocio dei pali. E no, non avevo mirato. Pura fortuna".
"C’erano altri italiani tosti. Bulgarelli e De Sisti mi toccava andarli a prendere nella loro metà campo, ma erano bravissimi a liberarsi. Con Zigoni mi divertivo da matti. Parlavamo in dialetto, mi diceva: 'Bedo, no stame legnare', poi sbuffava, bofonchiava qualcosa, viveva la partita in un mondo tutto suo”.
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Un retroscena, infine, su un giocatore che poteva diventare nerazzurro e che, invece, poi ha vestito la maglia rossonera. “Certo, Thiago Silva. Lo seguivo da tempo, ero convinto di portarlo all’Inter. Invece me lo soffiò il Milan. Uno che ha reso meno di quanto mi aspettassi invece è stato Van der Meyde, l’olandese che pescai all’Ajax. Grande talento, ma era matto (ride) aveva la testa che andava per conto suo”.
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