E ha raccontato un aneddoto: "Mi ricordo il suo amore sconfinato per Borghi, mio padre, Braida e Sacchi volevano invece Rijkaard. Il presidente comprò anche Borghi e lo mandò in prestito al Como ma accettò la volontà di mio padre e Sacchi. Il momento indimenticabile? Difficile dirlo, di sicuro la prima Champions a Barcellona. La più grande gioia poi la finale del 2003 con la Juve, con la doppia semifinale contro l'Inter e dove forse non avevamo la rosa più forte".
Mentre sul calcio attuale: "Sul calcio dico che credo abbia preso una direzione chiara, il calcio vedrà un aumento dei ricavi esponenziale per le grandi squadre che fanno le grandi competizioni. Saranno sempre più forti e con forte ricavi, e potranno allestire grandi rose, per le piccole ci sarà sempre meno spazio. Non mi piace questa via intrapresa. Le competizioni nazionali scenderanno di livello, sarà un calcio più di èlite, dove si giocherà tantissimo e ci si dovrà attrezzare con rose, anche per gli infortuni".
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Infine, ha concluso con un commento sul Milan di oggi: "Sul Milan dico che sono cresciuto a Milanello, lo amo in maniera viscerale, il mio cuore mi porta sempre a vedere il bello. Non credo faccia bene tutta questa negatività sul Milan e sulla Serie A. E' evidente che in un contesto dove i livelli economici si alzano, dove scompaiono i presidenti tifosi ma ci sono quelli che fanno business, credo che la squadra vada sempre sostenuta. Queste proprietà debbano avere un grande rispetto per i tifosi e mettere sempre al centro la loro passione, avendo delle bandiere, dei giovani dei propri vivai. E' un calcio che si sta staccando dalla gente".
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