Milan, Di Stefano: "Il problema campo attuale c'è, esiste, tutti hanno dei demeriti"
—Il quale, poi, ha proseguito parlando di 'micro' e 'macro' problemi in casa Milan. “Io ho le mie idee e sono abbastanza lucido da dividere le due problematiche. Io ho definito micro problema il problema campo attuale, che c’è ed esiste, tutti hanno dei demeriti: dai giocatori, passando per l’allenatore. C’è qualcosa che non va se per due terzi di stagione sei primo o secondo, e poi ti ritrovi a fare sette punti in sette partite. E questo è un problema da risolvere, il Milan deve tornare in Champions League".
"Se hai in mano il Milan hai una responsabilità nei confronti della gente"
—"Poi c’è un macro problema a mio modo di vedere - ha proseguito il giornalista di 'Sky Sport' -: il Milan deve riorganizzare meglio il Milan. Deve ritrovare DNA, deve ritrovare punti di riferimento, deve ritrovare credibilità e soprattutto mettere al centro delle proprie idee, delle proprie riunioni, della propria metodologia una cosa: la vittoria. Non l’equilibrio finanziario. Capisco, ma se hai in mano il Milan hai una responsabilità nei confronti della gente. E non parliamo di un Milan che non spende, ma di un Milan che ha speso male".
"Mai condiviso la perdita di punti di riferimento o l'accanimento contro i simboli"
—Di Stefano ha poi rincarato la dose così. "Aggiungo: al di la dei soldi spesi serve chiarezza dei ruoli all’interno della società. Non ho mai condiviso, non è la prima volta che lo dico, la perdita di punti di riferimento come Paolo Maldini e Ricky Massara. Non mi è piaciuto negli anni l’accanimento che c’è stato nei confronti di persone, personaggi e allenatori come Stefano Pioli, Sérgio Conceição, Paulo Fonseca, o di simboli come lo erano Davide Calabria o Theo Hernández. Non va trovato il capro espiatorio per spostare l’attenzione, va trovata la soluzione per riportare il Milan ad essere il Milan".
"Riavere quel DNA e quei punti di riferimento che oggi mancano. E l’Inter c’è una cosa che ha fatto di buoni in questi anni: non cede mai alla lusinga degli altri club per i propri campioni. Quello crea struttura, mentalità e fidelizzazione della gente: la gente dell’Inter oggi si fida della dirigenza dell’Inter”, ha chiosato Di Stefano sul tema.
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