Napoli e Milan furono meravigliose. Potremmo mettere assieme una galleria di grandi match. Ricordo i successi ma anche il dolore del 1° maggio, lo scudetto che mi manca. Però, al termine di quella giornata, Diego andò negli spogliatoi del Milan e fece i complimenti a Sacchi".
Sulla lotta scudetto: "Per me lo scudetto è dei nerazzurri, tranne nel complicato caso di un crollo nel quale non credo. A me sembrano troppo forti, nonostante qualche battuta a vuoto. Però ho vissuto sulla mia pelle una rimonta inaspettata, altre ce ne sono state: giusto lasciare aperta la porticina. Le prossime due giornate saranno decisive. Ma avremo indicazioni importantissime in questo turno. A me sembra improbabile che un vantaggio così possa essere dilapidato e resto dell'opinione che Chivu possa resistere. E poi torna Lautaro...".
Sul match del 'Maradona': "Mi pare superiore il Napoli, che ha recuperato un centrocampo d'altri tempi. Ha l'attaccante che sente la porta, Hojlund, e centrocampisti come De Bruyne e McTominay che possono risolvertela. Ma il Milan sa difendere, e dipende dalle condizioni di Leao".
Sui suoi anni al Napoli e al Milan: "In quelle del Napoli credo si possa dire abbia avuto un ruolo; al Milan non ebbi fortuna, vittima di incidenti che mi lasciarono pochissimo spazio. Eppure, fui trattato con rispetto e con grande simpatia da Berlusconi. Il Milan era avanti 35 anni fa".
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