Paolo Condò analizza i temi della Serie A 2026-27 sul Corriere della Sera: focus sul debutto del Milan di Ruben Amorim e la svolta tattica

- Milano
Milan, Cardinale è arrivato al centro sportivo di Milanello | PM

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Oggi inizia la Serie A 2026-27 e il giornalista Paolo Condò ha scritto un pezzo per Il Corriere della Sera parlando di cinque temi di discussione in vista della nuova stagione.

I punti chiave dell'analisi del giornalista:

  • Il debutto del Como: Un calendario iniziale contro Udinese, Napoli, Genoa, Parma e Frosinone. "Se Fabregas ha già la nuova squadra in mano, questo calendario è un trampolino", scrive Condò.
  • Il nodo Napoli: La possibile coesistenza tra McTominay e De Bruyne. "Allegri ci riprova, lui che sa trattare i campioni: ma nel suo Napoli, fin qui, o l’uno o l’altro", sottolinea il giornalista.
  • L'incrocio Roma-Fiorentina: "Roma-Fiorentina è un contenitore di ambizioni, perché la prima non ha venduto nessuno e la seconda ha comprato tutti", scrive Condò che parla velocemente anche della Juventus.

Il focus sul nuovo Milan: la sentenza di Condò su Ruben Amorim

Poi un tema è dedicato completamente anche al nuovo Milan. Ecco il pensiero del giornalista:
"Ruben Amorim ha mostrato tutto il suo talento di allenatore vincendo in patria con lo Sporting, per poi prendere una musata allo United. Potenzialmente la miglior scelta per il Milan: un tecnico capace che ha capito a sue spese come gira il mondo fuori da casa sua. Non devi raccomandargli umiltà, ha già pagato la sua mancanza. Che prova subito a Torino".
Condò sicuro su Amorim: "Potenzialmente la miglior scelta per il Milan". Ecco perché

La rivoluzione tattica del Milan: le differenze tra Amorim e Allegri

Per l'allenatore portoghese non sarà per nulla facile abituarsi a un campionato molto complesso e completamente diverso da quello portoghese e da quello inglese. Ci vorrà sicuramente del tempo per vedere il miglior Milan con Amorim al timone, visto che i cambiamenti tattici rispetto ad Allegri sono tantissimi.

Nel 3-4-2-1 rossonero si cercherà il possesso palla fin dal basso, verticalità e fraseggi in fase offensiva. Senza palla, il Milan cercherà il pressing costante e la ricerca del recupero del pallone. Tutti concetti non visti con Massimiliano Allegri.

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