Milan, l'intervista a Carobbi
—Sugli allenatori più importanti della sua carriera: "Da un punto di vista tecnico Guerini e Sacchi, che mi allenava nella Primavera viola. Furono loro a cambiarmi ruolo, da ala destra a mediano, infine a terzino, a sinistra, pur essendo io destro: una novità per quei tempi. Da un punto di vista umano devo molto a Sergio Cervato, figura di riferimento nelle giovanili viola, e ad Aldo Agroppi, un uomo di rarissima sensibilità".
Sui giocatori più forti con cui ha giocato: "Baggio per distacco, lo metto al livello di Ronaldo il Fenomeno. Poi il mio idolo, Antognoni, una bandiera. Batistuta era devastante, eppure quando arrivò non riusciva a stoppare un pallone che fosse uno. Van Basten? Quando lo vidi nel ritiro del Milan sembravo un bambino il giorno di Natale. Un compagno che ha avuto poco dalla carriera è stato Giovanni Ceccarini, classe 1964 come me, siamo stati insieme a Firenze: poteva diventare il Van Basten italiano. E poi Vialli, con cui dividevo la camera nell’Under 21".
Su Paolo Maldini: "Con Paolo ci ho giocato, al Milan (ride). Giocato per modo di dire, 17 presenze in 2 anni, mi aveva voluto Sacchi per dare fiato a Tassotti sulla destra, ma fisicamente non stavo a posto".
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Sul suo ritorno alla Fiorentina: "Un giorno sono a Milano, mi capita tra le mani una foto dove poso con la maglia della Fiorentina, con la fascia da capitano al braccio. Glielo giuro, mi sono messo a piangere (mentre parla si commuove davvero), così ho chiesto la cessione".
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