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INTERVISTE

Carnevali: “Seconde squadre? Noi ci avevamo provato, ma il Milan ci aveva già pensato”

Carnevali: “Seconde squadre? Noi ci avevamo provato, ma il Milan ci aveva già pensato” - immagine 1
Giovanni Carnevali, AD del Sassuolo, ha voluto esporre il proprio pensiero sulla creazione delle seconde squadre: le parole sul Milan Futuro
Alessia Scataglini
Alessia Scataglini

Giovanni Carnevali, amministratore delegato del Sassuolo, è stato chiesto un pensiero sulla creazione delle seconde squadre dove militano giovani talenti che poi, con il passare del tempo, potrebbero arrivare fino in prima squadra, basti pensare a Bartesaghi del Milan. Carnevali, nel rispondere alla domanda posta da Tuttosport, ha fatto riferimento anche alla questione legata al Milan Futuro. Ecco, di seguito, le sue parole:

Milan, le parole di Carnevali

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 "La seconda squadra dovrebbe essere quasi obbligatoria. Devono avere utilità per la prima squadra, ma anche per il sistema Italia. Certo, va studiato un modo per non perdere la territorialità del calcio in Italia, perché è l’anima dell’intero movimento. Ma i club devono valorizzare i giovani. Noi ci abbiamo provato due anni fa, ma il Milan ci ha pensato poco prima di noi e non abbiamo avuto spazio. Ci riproveremo, purché non si vada troppo per le lunghe. Ma il tema è più ampio: poche realtà in Italia investono sul settore giovanile. In pochi ci credono. Io piuttosto rinuncio a qualcosa per la prima squadra pur di dare più budget al vivaio. E poi le strutture.


È un campionato spettacolare, interessante, anche se da parte medio-bassa della classifica, i punti sono pochi di differenza. Il campionato deve essere interessante. Il campionato è bello tante volte quando ci sono anche alcuni club, come dicevo prima, medio-piccoli che possano lottare. Perché? Perché per certe squadre, come per il Sassuolo e come vale anche per tante altre squadre, andare a giocare contro l'Inter o il Milan e fare un risultato è un sogno. I sogni vanno vissuti con il cuore, l'emozione, sono le cose più belle. Tante volte si pensa solo che debbano andare a giocare i grandi club. I grandi club benissimo ma non possiamo far morire gli altri club più piccoli"