«La sconfitta contro il Parma ci ha detto che il sogno Scudetto era un’utopia, adesso il Milan deve stare attento a chi sta dietro», ha detto Capello senza troppi giri di parole. «Ma è ancora lunga, ci sono dodici giornate davanti e molti scontri diretti che possono fare la differenza». I big match, va detto, non sono stati finora il problema del Diavolo di Allegri in questa stagione. Più che altro, il Milan ha pagato dazio nelle partite sulla carta più abbordabili.
"Leão non è un centravanti. Non riesce a essere punto di riferimento"
—«Vero, però spesso si distrae contro le piccole. Io credo che il Milan abbia speso comunque tanto a livello mentale per cercare di restare attaccato all’Inter e ora c’è il pericolo di subire il contraccolpo nella testa - ha spiegato Capello -. In più, ha due difetti evidenti: mancano un difensore di grande livello e un centravanti da schierare titolare, visto che Allegri usa Niclas Füllkrug solo a partita in corso».
Per 'Don Fabio', Rafael Leão, che Allegri usa come 'numero 9' del suo 3-5-2, «semplicemente non è un centravanti. Lasciamo stare il numero dei gol, ma il portoghese non riesce a essere un punto di riferimento per i compagni, ormai possiamo dirlo con cognizione di causa». E ora, la fase finale della stagione e le sfide contro Inter, Napoli, Juventus e Atalanta.
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«Non credo sia un problema di calendario. Il campionato del Milan ci ha raccontato fin qui una squadra che fatica di più con le piccole che con le grandi. Un andamento imprevedibile, quasi pazzarello», ha chiosato Capello sui rossoneri.
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