Milan, senti Capello
—«Sembrava la stessa situazione di quando io ho preso il Milan. E ritengo che lui con questa Inter abbia fatto la stessa cosa che feci io, ovvero un grande lavoro psicologico innanzitutto. Andavano scacciati alcuni fantasmi e ci è riuscito».
Dopo aver fatto questo piccolo paragone, Capello si è spostato a parlare in particolare della lotta scudetto:
«Era per me l’unica squadra che, a inizio anno, sulla carta poteva competere col Napoli. Conte ha avuto non pochi problemi con gli infortuni ma non dimentichiamo anche quelli avuti da Chivu. Su tutti, gli stop di Calhanoglu e quello lungo di Dumfries: si è sentita tanto la mancanza dell’olandese lì sulla fascia. Ma nonostante questo si è vista una squadra che sul lungo periodo ha avuto qualità e forza superiori a quelle degli avversari. Certo, a volte è mancata un po’ di continuità in alcune partite».
Le parole di Capello, ovviamente, mettono in grande evidenza quanto, nel calcio moderno, il fattore mentale possa pesare: a differenza dei rossoneri che, dopo alcune sconfitte si sono 'abbattuti', i nerazzurri hanno saputo trasformare i momenti negativi in grandi motivazioni per reagire e fare meglio di quanto fatto precedentemente. Proprio per questo, nella giornata di ieri, hanno conquistato il titolo di Campioni d'Italia.
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