PIANETAMILAN news milan interviste Braida: “È uno dei momenti più bassi della storia del calcio italiano. Ecco cosa bisogna fare ora”
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Braida: “È uno dei momenti più bassi della storia del calcio italiano. Ecco cosa bisogna fare ora”

Redazione PM
La crisi del calcio italiano e le possibili soluzioni: le parole di Ariedo Braida, ex dirigente del Milan, ai microfoni di 'Stile TV'

La sconfitta contro la Bosnia nella notte di Zenica ha condannato l'Italia alla mancata qualificazione al terzo Mondiale consecutivo. Uno scenario che fino a dieci anni fa sembrava impensabile, ma a cui ci stiamo ormai tristemente abituando. Le elezioni federali del prossimo 22 giugno saranno il primo passo per la rinascita, ma per rilanciare il calcio italiano serviranno coraggio, visione e riforme.

Braida sul momento del calcio italiano

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In merito allo stato di salute del nostro calcio, Ariedo Braida, ex dirigente del Milan durante l'epoca Berlusconi, ha proposto alcune possibili soluzioni. Di seguito, un estratto del suo intervento a 'Stile TV', durante la diretta della trasmissione 'Salite sulla giostra', programma condotto da Raffaele Auriemma.

Sulla sua filosofia di calcio: “Sempre meglio arrivare secondi che terzi, o terzi che quarti. Nello sport e nel calcio il secondo posto non è da buttare. Ci si ricorda di chi vince, ma anche partecipare ad una finale di Champions è importante. Certo, poi perderla fa male, ma non potrai mai vincerla se non arrivi in finale. Le scelte a volte ti premiano, altre ti condannano, ma non è facile. Il calcio non è matematico, chi spende di più non è detto che vince. E’ chiaro però che senza risorse non si ottiene nulla, ma a volte le scelte ti fanno vincere o perdere un campionato"

Sullo stato di salute del calcio italiano: "È un momento di grande défaillance per il calcio italiano, spero e mi auguro che la prossima stagione cominci bene e finisca meglio, ma la mancata partecipazione ai Mondiali e questo fallimento nelle coppe evidenziano problemi evidenti. Bisogna creare un circolo virtuoso e bisogna partire dalla formazione degli istruttori, ci sono tante cose da fare per cercare di migliorare e ritrovare la strada maestra dove noi siamo stati protagonisti in tantissime occasioni. È uno dei momenti più bassi della storia del nostro calcio e quindi mi auguro e spero che si possano trovare soluzioni con persone che hanno la voglia di costruire e creare un circolo virtuoso per un calcio futuro migliore. Bisogna creare i centri federali per i giovani, ma anche gli istruttori, bisogna mettersi a lavorare per riprendere un cammino perduto. E si può fare, ci sono persone che possono farlo: nel mondo del calcio si possono trovare e anche fuori".