José Altafini, leggenda di Milan e Napoli, racconta a Il Giornale la nostalgia per i grandi stadi del passato come il Maracanà, Wembley e San Siro, esprimendo tristezza per i cambiamenti e i ricordi indelebili di gol e folla.

Stadio San Siro AC Milan Inter

Stadio San Siro venduto a Milan e Inter: cosa ne sarà della "Scala del Calcio"?

José Altafini torna a parlare da protagonista assoluto della storia del nostro calcio. Campione con Milan e Napoli, autore di oltre 120 gol in rossonero e vincitore di due scudetti e della Coppa dei Campioni del 1963, l'ex centravanti è stato intervistato dal quotidiano 'Il giornale' uscito oggi in edicola. Tra i tanti temi, inevitabile quello sulla scomparsa dei grandi stadi che hanno segnato la sua carriera. Dal Maracanà a Wembley, fino a San Siro, Altafini racconta la tristezza per teatri ormai cambiati e per un passato che si sgretola, tra ricordi ancora vivi e aneddoti speciali.

Le parole di José Altafini

Di seguito vengono riportate alcune delle dichiarazioni dell'ex Milan rilasciate a 'Il Giornale'.
Altafini: "San Siro è lo stadio più bello del mondo per una partita di calcio"

Maracanà, Wembley San Siro, Comunale di Torino, non c’è più nulla della storia di José Altafini: "Provo tristezza, i teatri di un tempo magnifico, fette di vita, ricordi, gol, folla, cartoline stracciate".

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Sulla vendita di 'San Siro' a Milan e Inter:
"È davvero incredibile che due società storiche, riconosciute nel mondo per le loro vittorie internazionali, non abbiano un proprio stadio. Questa storia aggiunge rabbia alla tristezza. Per me San Siro resta lo stadio più bello del mondo per assistere ad una partita di calcio. In campo senti il pubblico vicino, hai addosso l’urlo della folla però il terreno di gioco è stato sempre brutto con la porta del freddo, alla destra delle tribune, quell’area coperta di segatura ma sotto c’era il ghiaccio, usavamo tacchetti chiodati, una volta Cesare Maldini si ferì profondamente al polpaccio, diciotto punti di sutura dopo un contrasto di gioco".

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