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Demetrio Albertini si racconta alla 'Gazzetta dello Sport' | AC Milan News (Getty Images)
Albertini ha giocato 406 partite con la maglia del Milan dal 1989 al 2002, segnando 28 gol. Dopo la trafila nel settore giovanile, il 15 gennaio 1989, Arrigo Sacchi lo fa esordire in prima squadra all'età di 17 anni nella vittoria per 4-0 contro il Como. Demetrio venne poi mandato in prestito al Padova, da dove tornò un centrocampista quasi perfetto, tanto da meritarsi i complimenti del presidente Silvio Berlusconi. La vicinanza di campioni come Gullit e Rijkaard lo aiutò a diventare ben presto uno dei più grandi centrocampisti italiani di sempre.
Durante una lunga intervista concessa alla 'Gazzetta dello Sport', Albertini è tornato a parlare dei suoi anni al Milan, tra ricordi, litigate e vittorie. Ecco le sue parole: "Sono arrivato al Milan che avevo 11 anni e sono andato via a 31. Ho vissuto un’epoca gloriosa, è stato un periodo fantastico della mia vita. Dico sempre che esordire in Serie A è un conto, restare per oltre quindici anni ad alti livelli è la vera sfida. Di Sacchi mi porto l’essere maniacale. A volte, quando aveva un momento libero, mi prendeva da parte e mi parlava di tattica, schemi, movimenti, spostava pedine sulla lavagnetta: era iperattivo, spinto da una passione rara".
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"Di Fabio (Capello; ndr) ricordo i rapporti fantastici con i calciatori, aveva un’empatia unica… pur non essendo un chiacchierone. Con Ancelotti abbiamo litigato e mi uscì una frase molto forte. Ma poi è tutto rientrato, abbiamo un rapporto ottimo e lo stimo tantissimo come tecnico. Il ricordo più bello è la finale di Atene del ‘94. Fu un anno strepitoso e quella la partita perfetta. Doppietta di Massaro, gol del genio Savicevic e del mio amico Desailly. Io e Marcel formavamo una grande coppia".
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