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INTERVISTE

Abbiati: “La parata più bella? Quella su Motta. Mi auguro che il Milan arrivi nelle prime quattro”

Abbiati: 'La parata più bella? Quella su Motta. Mi auguro che il Milan arrivi nelle prime quattro'
Intervistato dalla collega Giada Bruno, l'ex portiere rossonero Christian Abbiati ha voluto rilasciare delle dichiarazioni sulla sua carriera in rossonero...
Alessia Scataglini
Alessia Scataglini

Intervistato dalla collega Giada Bruno in occasione di un evento organizzato dal Milan Club Cirò Marina, l'ex portiere rossonero Christian Abbiati, ha voluto rilasciare delle dichiarazioni legate alla sua lunga esperienza in rossonero, svelando anche qual è stata la parata più bella di tutta la sua carriera, ma non solo. L'ex portiere ah voluto parlare anche della lotta scudetto, inserendo i rossoneri nelle favorite. Ecco, di seguito, le sue dichiarazioni:

Milan, parla Abbiati

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Qual è la parata più bella della tua carriera?

"Difficile sceglierne una, però lo faccio perché è un derby e alla fine abbiamo vinto 3 a 0. Era il derby del 2011, quella sul colpo di testa di Thiago Motta, dove alla fine vincemmo e fece una doppietta anche Pato".


Il segreto per restare 'da Milan' per così tanti anni

"Difficile dirtelo. Quello che dicevo ai giovani è che quando arrivi in una grande squadra come il Milan non ti devi sentire arrivato ma è un punto di partenza, perché è difficile restare tanti anni in una grande squadra. Ci saranno momenti belli e meno belli, ed è in questi che bisogna dare il massimo per riuscire ad importi in quei determinati momenti dove le cose non vanno come dovrebbero".

Oggi che il Milan sta cercando di ritrovare la sua identità europea, quanto conta la presenza di figure carismatiche a Milanello e chi vedi, tra i giocatori attuali, come possibile erede di quella 'cultura del lavoro'?

"Non li conosco di persona, quindi ti posso raccontare un aneddoto: io quando mi sono presentato a Milanello per la prima volta avevo 21 anni, in totale imbarazzo, però ho ascoltato i consigli di due grandi campioni che erano stati Costacurta e Alberini e mi dissero cosa dovevo fare. Io li ho seguiti e tutt'ora li ringrazio perché mi avevano dato dei consigli veramente importanti per la mia vita, non solo per la carriera calcistica"

Ad esempio?

"Compra casa, mi raccomando non fare questo..."

Che effetto fa sentire ancora l'affetto del tifo rossonero

"Quando tu giochi ti rendi conto dei tifosi ma non li tocchi con mano. Invece adesso che in questi anni ho cominciato a girare i Milan Club riesci a percepire molto di più l'affetto che hanno e il calore che ti danno".

C'è qualche analogia tra questo Milan e quello dello scudetto del 21/22?

"È molto simile. Non sarà facile, io mi auguro comunque che il Milan riesca ad arrivare nelle prime 4 perché è molto importante, però ha delle cose molto simili. Bisogna tifare, sperare e stare vicino alla squadra".

È quindi il Milan una delle favorite?

"Si, anche se secondo me l'Inter è più forte. Dobbiamo stare lì e sperare in qualche passo falso dei nerazzurri".

Una parola per descrivere la sensazione che si prova nel parare un rigore decisivo sotto la Sud?

"Come un attaccante che fa gol secondo me. Non è facile parare un rigore...quindi adrenalina"