ESCLUSIVA – Di Carlo: “Milan, Ibrahimovic trascinatore: problema in più per la Samp”

ESCLUSIVA – Di Carlo: “Milan, Ibrahimovic trascinatore: problema in più per la Samp”

Domenico di Carlo, ex tecnico blucerchiato, ha parlato in esclusiva a ‘PianetaMilan.it’ del prossimo Milan-Sampdoria a ‘San Siro’ e di Zlatan Ibrahimovic

di Peppe Gallozzi

NEWS MILANTra il mettersi alle spalle la debacle di Bergamo e il ripartire con il piede giusto, c’è di mezzo la Sampdoria. Il Milan lo sa bene e, per questo, mister Stefano Pioli si giocherà tutte le carte a sua disposizione per evitare di incappare in un altro scivolone.

Compreso il possibile utilizzo di Zlatan Ibrahimovic, le cui quotazioni legate all’impiego salgono progressivamente. Dei vari temi che precedono la sfida tra rossoneri e blucerchiati (lunedì 6 gennaio, ore 15:00, a ‘San Siro‘) ha parlato, in esclusiva per PianetaMilan.it, l’attuale allenatore del L.R. VicenzaDomenico di Carlo, sulla panchina sampdoriana nella stagione 2010-2011.

La presenza di un giocatore come Ibrahimovic come cambia la squadra a livello mentale?

“La cambia nella personalità e nel temperamento. E’ un giocatore che ha fatto qualcosa di straordinario nella sua carriera, fantastico. Tutti i giocatori del Milan aumenteranno la soglia dell’attenzione inevitabilmente”.

Dovesse scendere in campo per la Samp rappresenterebbe un problema o uno stimolo a far meglio?

“Sarà un problema in più per i blucerchiati che stanno giocando per la parte bassa della classifica. Mi aspetto una partita di battaglia perché a ‘San Siro‘ arriverà una squadra affamata di punti”.

L’incrocio tra Milan e Sampdoria c’era stato nell’arrivo, da Genova a Milano, di Marco Giampaolo. Cos’ha pagato secondo lei l’ex tecnico rossonero?

“Parliamo di un tecnico che ha bisogno di tempo e persone che credono nel suo tipo di calcio. Nelle grandi squadre come il Milan il tempo non sempre ti viene dato e il destino è necessariamente legato ai risultati”.

Quindi, secondo lei, non ci sono stati particolari errori commessi da Giampaolo …

“L’errore non è di nessuno. Quando si inizia un progetto bisogna avere la forza di sostenerlo però, ripeto, a questi livelli ci vogliono i risultati”.

Che ricordo ha del suo Sampdoria-Milan del 2010 (1-1 con reti di Robinho e Giampaolo Pazzini ndr)?

“Facemmo una gran partita quella sera riuscendo a pareggiare a ‘Marassi‘. Ricordo che Kevin-Prince Boateng fece una gran partita, giocava da trequartista ed era in uno stato di forma incredibile”.

Guardando alla Samp, invece, perché ha fallito il progetto legato ad Eusebio Di Francesco?

“I blucerchiati venivano da anni di Giampaolo dove c’era stata una crescita esponenziale di tutti i giocatori. Si era creata una mentalità particolare. Di Francesco è un allenatore di grande spessore ma non è riuscito a lavorare sul suo sistema di gioco, il 4-3-3. Anche lui aveva bisogno di tempo con i calciatori che avrebbero dovuto adattarsi. Anche alla Sampdoria, tuttavia, spesso il tempo non c’è perché devi fare punti e creare gioco. In uno stadio come Marassi sei obbligato a farlo. Di Francesco resta un bravissimo allenatore perché non si arriva alle semifinali di Champions League con la Roma per caso…”.

Tornando a Ibrahimovic: può cambiare veramente le sorti del Milan in questa stagione? 

“Dipende come sta fisicamente. E’ un trascinatore e anche al 70% è un punto di riferimento per i compagni. Starà a Pioli capire se è pronto e ha la condizione giusta. O aspetti alcune settimane e lo butti dentro in un momento successivo oppure, per portarlo il prima possibile al top, lo fai giocare aumentando progressivamente il suo minutaggio”. Per le dichiarazioni odierne di Ibrahimovic, continua a leggere >>>

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