PIANETAMILAN news milan esclusive Schira: “Mateta, Disasi e i colpi del mercato estivo del Milan: vi dico tutto” | ESCLUSIVA
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Schira: “Mateta, Disasi e i colpi del mercato estivo del Milan: vi dico tutto” | ESCLUSIVA

Daniele Triolo Redattore 
Nicolò Schira, giornalista sportivo esperto di calciomercato, ha rilasciato un'intervista in esclusiva - a tema Milan - ai nostri microfoni. Ha parlato del recente gennaio vissuto sul mercato dal club rossonero e di ciò che potrà accadere in...

Nicolò Schira, giornalista sportivo esperto di calciomercato, ha rilasciato un'intervista in esclusiva - a tema Milan - ai nostri microfoni. Ha parlato del recente gennaio vissuto sul mercato dal club rossonero e di ciò che potrà accadere in estate. Ecco, dunque, le sue dichiarazioni.

1.⁠ ⁠Partiamo da Mateta: il Milan era a conoscenza del problema al ginocchio quando ha iniziato a trattarlo? Se sì, non poteva muoversi un po’ prima, di modo magari da andare poi su un’alternativa? "Credo che su Mateta ci siano stati dei diversi cortocircuiti, tendo a credere e penso e sono anche abbastanza convinto che il Milan, così come altri club che hanno trattato Mateta, non sapesse del problema. Anche perché posso dirti che sino a poche ore dalla fine del mercato, questo problema, da persone vicine all'entourage di Mateta, venisse negato inizialmente e poi ridimensionato. Evidentemente, poi, c'è stato qualcosa che non ha funzionato nella gestione di Mateta. Penso da parte di tutti. Del Crystal Palace, che se sai di mettere sul mercato un giocatore che si deve operare, tra mille virgolette, tenti di 'tirare il pacco' alle altre squadre'. Perché se metti sul mercato uno che non sta bene, provi a 'dare la sòla'. Anche nella gestione da parte dell'entourage, qualcosa non ha funzionato, perché poi all'atto pratico bisogna guardare i fatti. Il giocatore viene trattato a lungo dalla Juve, poi rifiuta la Turchia, il Nottingham Forest, l'Aston Villa (che però come primo obiettivo aveva sempre avuto l'ex Roma e Milan, Tammy Abraham). Mateta rimane al punto di partenza al Crystal Palace, giocherà poco, anche se non si sa ancora se si opererà o se adotterà una terapia conservativa. Comunque giocherà poco e vedrà le sue quotazioni, invece che impennarsi, ridimensionarsi. Ne è uscito come un giocatore che ha problemi fisici, quindi meno appetibile sul mercato in vista dell'estate: una gestione disastrosa. Tanto che mi arrivano voci e segnali che vorrebbe anche cambiare procuratore e lo capirei. Buon per il Milan, alla lunga, con il senno di poi, aver fatto visite approfondite per evitare di ritrovarsi con un giocatore che magari pronti-via faceva due partite e poi magari si fermava due mesi per problemi. Certo, è chiaro che per come è andata è stata una vicenda un po' grottesca. L'importante è che alla fine, soprattutto per i club italiani, che non hanno tutti questi soldi da spendere sul mercato come quelli inglesi, abbiano evitato di trovarsi in mezzo a delle fregature. La situazione Mateta nasce a fine gennaio, quindi per me era un po' difficile andare a trovare delle altre soluzioni 'last minute'. Perché già Mateta era una soluzione 'last minute'. Mateta era una cosa che il Milan mette in piedi a 4-5 giorni dalla fine del mercato e trova tutti gli accordi a 48 ore dalla fine. Il sabato pomeriggio Mateta è virtualmente un giocatore del Milan, si presupponeva che il giocatore arrivasse la domenica a Milano per visite mediche e firme con il mercato in chiusura lunedì. Poi inizialmente il Palace non lo libera - le emoticon di Mateta su 'Instagram', lui che defollowa il Palace e  che toglie la dicitura 'attaccante del Crystal Palace dalla biografia del social - e sembra la rottura. Il Palace la domenica trova il suo sostituto in Strand Larsen, sembra tutto fatto ma il Milan, nel portarsi avanti e nel fare le visite, si accorge, scopre, nota questa famosa problematica al ginocchio per cui nascono i dubbi. E a quel punto, a 24 ore dalla fine del mercato, non c'è tempo per trovare una situazione di pari livello. Fondamentalmente è andata così. Secondo me, nella gestione, nella negatività, nel caos che si è creato, secondo me alla fine il Milan si è accorto di una problematica da inciampo che evidentemente qualcuno voleva mettere sulla strada. Prima della Juve, perché nei primi 15 giorni di mercato di gennaio c'era la Juve all'assalto di Mateta. Credo che nessuno sapesse di questa cosa, che è stata evidentemente omessa, nascosta, celata, in primis dall'entourage del giocatore e poi dal Crystal Palace. Anche perché anche Glasner parla poi solamente a febbraio iniziato, a mercato chiuso, della problematica e fa capire come Mateta convivesse con la problematica da un mese e mezzo. Prima, però, hanno fatto tutti da uccel di bosco".

"Né Mateta né Disasi facevano impazzire Allegri"

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2.⁠ ⁠Mateta e Disasi sono i giocatori valutati dal Milan nelle ultime ore del mercato: si mormora di un Allegri contrario a Mateta, ma favorevole a Disasi. Possibile che il mercato la società lo faccia non tenendo conto della volontà del tecnico? Anche perché i soldi per l’attaccante sarebbero usciti, ma per il difensore non c’erano … "Per quello che mi risulta, né Mateta né Disasi facevano impazzire Allegri. Potevano essere delle opportunità diverse. Disasi poteva essere una in prestito, sfruttando gli ottimi rapporti tra Milan e Chelsea, che hanno confezionato otto operazioni negli ultimi quattro anni. Quindi, sicuramente, un canale privilegiato con i 'Blues'. Lo stesso Disasi, che aveva già l'accordo da mercoledì, quindi cinque giorni prima della fine del mercato con il West Ham, lo aveva in messo in stand-by tra venerdì e sabato per capire se si scaldasse la pista Milan. Ma mi risulta che Allegri volesse un profilo diverso e che quindi abbia detto di voler valorizzare De Winter. Così come Mateta non era proprio il suo attaccante ideale. Anche perché Allegri voleva uno già rodato, che conoscesse già il campionato, per velocizzare i tempi di inserimento. Mateta era più sicuramente un'idea di Giorgio Furlani, poi ci sono state altre problematiche. Sicuramente, non era un nome che nasce da Massimiliano Allegri o Igli Tare come richiesta. Ma era un'iniziativa che nasceva da rapporti di mercato più alti, ovvero quelli che poteva avere e ha tuttora Furlani con i club inglesi e con agenti e intermediari che lavorano forte su quel tipo di fronte".

"Il Milan ha provato fino all'ultimo per Gatti"

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3.⁠ ⁠Raccontaci un retroscena: c’è un giocatore che il Milan ha trattato a gennaio - magari non uscito sui media - che avrebbe tanto voluto e che non è riuscito a prendere? "Alla fine essendo operativo h24 su varie piattaforme, alla fine le notizie le racconto sempre. Posso dirti che sicuramente il Milan ha provato sul difensore. Più di quanto ne abbiamo parlato noi mediaticamente. Nel senso che ci siamo concentrati sull'attaccante, poi gli ultimi giorni sono stati caratterizzati dal caso Mateta, ma il Milan un tentativo per Gila, ma la Lazio non ha mai aperto la porta anche se c'è stato un contatto diretto tra Furlani e Lotito intorno il 24-25 gennaio, l'ha fatto. E soprattutto su Gatti. Su Gatti fino all'ultimo. Il Milan anche domenica sera, quindi a 24 ore dalla fine del mercato, ha chiamato per Gatti, subito dopo Parma-Juventus, per capire se si potesse fare un'operazione 'last minute'. Non c'era la chiusura di Gatti, che comunque in questo momento con Spalletti è meno centrale nel progetto e sta giocando meno rispetto a quanto accadeva con i predecessori; il Milan era anche disponibile ad un prestito oneroso con diritto di riscatto. Ma la Juventus in quelle ore aveva definito la cessione di Rugani e avrebbe dovuto trovare un sostituto per Gatti. Non c'erano i tempi tecnici. Quindi, abbiamo parlato tanto dell'attaccante e di Mateta, ma il Milan ha provato fino all'ultimo a prendere il difensore e ha fatto un tentativo per Gatti a meno di 24 ore dalla fine delle trattative".


"Kostic resta nei radar. Da seguire il rapporto Tare-Ristic in chiave Vlahovic"

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4.⁠ ⁠Come mai l’affare Andrej Kostic con il Partizan non è più andato a buon fine? Sembrava che i rossoneri fossero sicuri e convinti di prenderlo visti gli ottimi rapporti tra Tare e Ristic … "Il Milan su Kostic aveva lavorato, ma ragionava su un'operazione sui 4 milioni di euro, massimo 5. Il Partizan non ha mai abbassato le richieste: ne voleva 10, poteva scendere a 8 più bonus. Che sono tanti, per un ragazzo giovane, promettente, interessante ma che nel percorso del Milan sarebbe stato un giocatore da far crescere un giocatore da far crescere tra Milan Futuro e Prima Squadra, magari da prestare. Insomma, non un giocatore che prendi, pronti-via e metti in Prima Squadra. Chiaro che l'investimento era un po' diverso rispetto a quello che era stato prospettato. Ci sono stati degli incontri, il giocatore rimane nei radar per l'estate. Il rapporto tra Tare e il suo agente Ristic va seguito anche in chiave Vlahovic, ma ovviamente compatibilmente sempre alle finanze e ai budget che vengono dati dalla proprietà alla dirigenza rossonera".

"Nkunku non ha mai voluto andare via dal Milan"

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5.⁠ ⁠Nkunku si è ripreso - parzialmente - dopo un brutto inizio di stagione, con infortuni e poca continuità. Quanto è stato vicino ad andare via a gennaio e quante chance ci siano, invece, che parta in estate? Non tutti al Milan sembrano allineati sul suo profilo … "Nkunku è stato sicuramente vicino ad andare via. Ha avuto delle richieste, ci sono stati degli interessamenti. Si è informato l'Atlético Madrid ma era il 'Piano B' rispetto ad Ademola Lookman. C'è stata una chiacchierata con la Roma, ma il ragazzo non ha mai aperto la porta alla partenza. Il francese ha sempre voluto restare a Milano. Era convinto e resta tuttora convinto di ribaltare le gerarchie e cancellare il girone di andata deludente facendo molto bene nel ritorno e con questo guadagnarsi la conferma. Quindi, il futuro di Nkunku dipende da lui. Se dovesse continuare così, e nell'ultimo mese ha dato dei segnali di risveglio, facendo gol importanti non solo su rigore e anche delle prestazioni di livello, possa giocarsi il suo futuro e le sue carte per restare. Certamente c'è stato un momento in cui il Fenerbahçe è stato molto caldo. Era disposto a mettere sul piatto anche 30 milioni di euro, il Milan ha sempre valutato Nkunku 35, però se arriva qualcuno che mette sul piatto 30, poi, con i bonus ti puoi anche avvicinare a trovare una quadra. Va detto però che nel momento in cui gli intermediari che stavano lavorando per Nkunku al Fenerbahçe hanno chiamato il Milan e il Milan non ha chiuso la porta, il giocatore ha parlato con Domenico Tedesco, suo allenatore e mentore a Lipsia, lo ha ringraziato ma gli ha detto di non voler andare via dal Milan. E così è stato".

"Giménez sarà ceduto. Su Gila, Goretzka e Vlahovic dico che ..."

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6.⁠ ⁠È vero che il Milan ha provato a vendere Santiago Gimènez - seppur infortunato - già nell’ultima sessione invernale di mercato? Ad ogni modo, cosa prevedi per il futuro del ‘Bebote’? "Sai, era difficile venderlo infortunato. Diciamo che il pensiero c'era più verso novembre. In quel periodo il Milan era più aperto e propenso alla cessione di Santi Giménez. Si era informato il West Ham, che ha poi venduto Niclas Füllkrug al Milan e quindi avrebbe potuto esserci un incastro di mercato. Anche un possibile scambio di prestiti, anche se il Milan avrebbe preferito monetizzare. Si era informato il Nottingham Forest, che ha poi preso Lorenzo Lucca. Ci poteva essere un'opzione Premier League per Giménez, poi si è fatto male e quando si è capito che i tempi di recupero sarebbero stati lunghi e che avrebbero potuto portare a un rientro in campo non prima di marzo, è chiaro che nessuno ha affondato il colpo. Certamente prima dell'infortunio, e dei tempi di recupero lunghi, il Milan era intenzionato a cederlo quindi penso che il 'Bebote' - salvo clamorosi exploit al Mondiale - possa essere venduto. Anzi, penso che il Milan speri in un gran Mondiale con il Messico per farne impennare le quotazioni. Si sa che i giocatori che fanno bene al Mondiale hanno sempre tanto mercato: il Milan monetizzerebbe e avrebbe un bel tesoretto da reinvestire sui colpi che vuole fare".

7.⁠ ⁠Ultima, chiudiamo con una previsione. Se ti dico che il Milan vuole piazzare il tris d’acquisti Gila-Goretzka-Vlahovic per la stagione 2026-2027, vado tanto distante dalla realtà? "Sono sicuramente degli obiettivi. Dirti che saranno loro è un po' prematuro. La sensazione è che il Milan abbia come priorità, visto che ha provato a farlo a gennaio e già ci aveva provato lo scorso agosto, un centravanti. Serve un bomber prolifico, Vlahovic non è l'unico della lista. Se chiede un maxi-ingaggio e una super commissione alla firma, non è un modus operandi da Milan. Se si allinea a cifre più 'in linea con il club', come quelle che percepisce Rafael Leão o alle quali ha rinnovato Mike Maignan, certamente può essere una soluzione. Il Milan prenderà un attaccante importante e un difensore, a maggior ragione se dovesse tornare in Champions League. Serve un ulteriore tassello, anche dal punto di vista numerico, per allargare la rosa. Poi, a centrocampo, è chiaro che Youssouf Fofana sta facendo fatica, c'è la sensazione che manchi qualcosa. Il Milan spera di rinnovare Luka Modrić, ma fare la Champions con Modrić, Adrien Rabiot e un altro giocatore di livello può essere importante. Su Goretzka c'è la concorrenza del Tottenham e di altri club di Premier League. C'è l'Atlético Madrid che ha già fatto un'offerta per prenderlo a gennaio. Non è semplice, però il Milan vuole provare a giocarsi le proprie chance. Quindi sicuramente sono dei nomi da seguire, ma non sono gli unici. In quei reparti mi aspetto sicuramente degli innesti. Come mi aspetto comunque un altro esterno, che per il 3-5-2 sono fondamentali. Mi aspetto dunque che in estate 4-5 acquisti il Milan li farà per completare e puntellare la rosa".