ESCLUSIVA – Camolese: “Date tempo a Pioli. Ecco di cosa necessita il Milan”

ESCLUSIVA – Camolese: “Date tempo a Pioli. Ecco di cosa necessita il Milan”

Giancarlo Camolese, ex tecnico del Torino, ha parlato in esclusiva per noi del futuro sulla panchina rossonera tra Stefano Pioli, Ralf Rangnick e non solo

di Peppe Gallozzi
Giancarlo Camolese

NEWS MILAN – Sono giorni intensi, sotto vari punti di vista. In attesa di capire se si tornerà o meno in campo a fine maggio, il Milan sta già vagliando il suo futuro con il principale nodo da sciogliere che riguarda la panchina. Di questo e tanto altro abbiamo parlato, in esclusiva per PianetaMilan.it, con Giancarlo Camolese, ex allenatore (tra le altre) di Torino, Reggina, Vicenza e Livorno.

Come giudica le voci sul possibile addio a fine stagione tra Stefano Pioli e il Milan? “Credo che tutti gli allenatori abbiano bisogno di continuità. Pioli è subentrato in un momento difficile, sta portando avanti le sue idee. Dei miglioramenti si sono visti poi questa situazione del Coronavirus ha bloccato un po’ tutto. Ritengo, dovendo fare un bilancio, che Pioli e il suo staff stiano lavorando bene”.

Ralf Rangnick come possibile successore è un nome che la convince?  “Non lo conosco, non posso giudicare. Non basta quello che si legge sui giornali, bisognerebbe vederlo lavorare. Tutto quello che esce, con le varie valutazioni, è superficiale”.

Luciano Spalletti lo vedrebbe meglio, nell’eventualità? “Sicuramente conosce benissimo il nostro calcio. L’Italia ha la fortuna di avere molti allenatori bravi, il segreto è dare fiducia e permettere di avere continuità. La priorità per il Milan, al momento, è comprare grandi giocatori all’altezza del palcoscenico”.

Lei, quindi, darebbe ancora fiducia a Pioli? “Sono sempre per dare ad un allenatore possibilità di far suo il progetto. Deve essere lasciato libero di lavorare. Deve avere tempo”.

Parlando di possibile ripresa del campionato a fine maggio che idea si è fatto?  “E’ una situazione molto complicata, ci saranno da fare dei sacrifici ma credo che bisogna provare a tornare in campo. La speranza, nel frattempo, è che i numeri possano diminuire ulteriormente così da mettere tutti nelle condizioni di allenarsi e giocare in sicurezza. Allo stesso modo degli altri lavoratori”

C’è un ricordo professionale che la lega al Milan? “Diversi fortunatamente. Nei primi anni 2000 il Milan era una super squadra. Ricordo l’1-0 di Torino-Milan, segnò Cristiano Lucarelli, nel 2001-2002 che costò la panchina a Fatih Terim. In quella gara Filippo Inzaghi sbagliò un rigore. C’è anche un pesante 5-1 rimediato a San Siro nel 2019 sempre con il Torino. Poi, con la Reggina nel 2003-2004, vincemmo alla penultima giornata e ci salvammo (il Milan era già Campione d’Italia n.d.r.). Quando affrontavi quel Milan dovevi sperare che tutto andasse nel verso giusto per avere speranze. Chi ho sempre temuto? Inzaghi, segnava spesso alle mie squadre. Come a tutte le avversarie del resto”.

In conclusione, Zlatan Ibrahimovic lo terrebbe un altro anno? “Chi più dell’allenatore che lo valuta quotidianamente può dirlo? Ibra ha grande personalità, intorno a lui sono cresciuti tutti i giocatori, soprattutto i più giovani. Una sua parola è fondamentale per la crescita generale del gruppo”. QUESTE LE ULTIME DI CALCIOMERCATO SU SANDRO TONALI, OBIETTIVO ROSSONERO >>>

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