ESCLUSIVA – Longhi: “Rangnick non lo vedo bene. Su Ibrahimovic e Donnarumma …”

Abbiamo sentito, in esclusiva, il giornalista sportivo Bruno Longhi per un punto della situazione sulle questioni più spinose in casa Milan: le sue parole

di Antonio Tiziano Palmieri
Bruno Longhi

NEWS MILAN – In attesa di capire come finirà la stagione sportiva 2019/2020 di Serie A, abbiamo intervistato, in esclusiva per ‘PianetaMilan.it‘, Bruno Longhi, volto noto del giornalismo calcistico in Italia. Insieme a lui abbiamo commentato le frizioni fra Zvonimir Boban e Ivan Gazidis, il possibile arrivo di Ralf Rangnick, il lavoro di Stefano Pioli e poi anche le questioni legate ai rinnovi dei più importanti giocatori del Milan. .

Che idea si è fatto sulla situazione che ha riguardato Boban e Gazidis? “Premesso che conosco Boban dal primo giorno che si è presentato a Milanello, la mia idea non può essere immune da questo. Boban ha lasciato un posto importante alla FIFA, e quando è tornato al Milan ha fatto una scelta di cuore. Gazidis invece è stato messo lì (a svolgere il ruolo di amministratore delegato) dalla proprietà, cioè dal fondo Elliott, ma non lo conosco personalmente. Per quanto riguarda Gazidis, che doveva incrementare i ricavi, beh non mi sembra abbia molto. Ora vediamo quando sarà da solo a pilotare il Milan cosa farà. Per ora, il mio giudizio su Gazidis è limitato, ma certamente se devo scegliere dalla parte di chi stare, scelgo Boban perché dal punto di vista tecnico ne capisce più”.

I tifosi devono aver fiducia nell’operato di Gazidis? “Il Milan all’inizio aveva una strategia di puntare su giocatori Under 23 con un ingaggio non alto per poi poter realizzare delle plusvalenze in futuro. Questo ha una logica dal punto di vista economico-finanziario, ma dal punto di vista dei risultati, sappiamo tutti che non può produrre. Se sei un club piccolo puoi puntare solo su giovani, ma se ti chiami Milan, devi cercare di bilanciare l’aspetto economico-finanziario e l’aspetto tecnico. L’arrivo di Zlatan Ibrahimovic ha portato qualcosa in più dal punto di vista tecnico alla squadra. Con i tifosi bisogna essere chiari. Se non c’è chiarezza, e non ci sono risultati, è normale che partano contestazioni”.

Come valuta il lavoro di Pioli? “Quando mi chiedono un giudizio sul Milan dico sempre che la stagione dei rossoneri va divisa in 3 parti. Sulla prima parte con Marco Giampaolo non mi esprimo, dico solo che è stato un salto nel buio andato male. La seconda parte con l’arrivo di Pioli ha un voto traballante: la squadra non era ancora a posto. Dall’arrivo di Ibrahimovic in avanti, il giudizio è positivo. Dopo il 5-0 contro l’Atalanta ho visto un Milan che possiamo definire da coppe europee. Pioli ha valorizzato giocatori come Theo Hernández e Ismaël Bennacer”.

Cosa ne pensa di Rangnick? “In Germania ne parlano come un autentico personaggio che è stato in grado di stravolgere quelli che sono i canoni dell’allenatore: ha delle idee con le quali ha ottenuto dei risultati. Però, sono tutti risultati non all’altezza del Milan. Mi spiego. Rangnick ha portato squadre piccole a diventare importanti, ma il Milan è già importante. Bisogna capire cosa vuole fare la proprietà rossonera. Elliott vuole avere una squadra giovane con i bilanci in regola che magari arriva 5° o 6°, oppure vuole riportare, come impone la storia della società, il Milan ai vertici? Rangnick viene paragonato anche ad Arrigo Sacchi, ma oggi i calciatori non hanno bisogno del maestro che gli dice cosa fare perché il calcio si è evoluto. Aggiungo una cosa: se togliamo Josep Guardiola, Jurgen Klopp e José Mourinho di qualche anno fa, i migliori allenatori a livello mondiale sono italiani. Francamente l’idea Rangnick non la vedo bene”.

Ma Rangnick arriverà al Milan? “Se Boban si è esposto ed espresso in quella maniera le cose le sa e non ha bisogno di leggerle sui giornali. Molto probabilmente la virata su Rangnick è stata fatta dopo il 5-0 di Bergamo. Ma ti dico che è comprensibile il fatto che un amministratore delegato (Gazidis), abbia contattato un altro allenatore per cercare di correre ai ripari. Ciò che non è comprensibile è come sia possibile che Boban sia stato escluso da questo approccio con Rangnick. Poi, non so se lo sai, a Boban sono stati bocciati un paio di acquisti già fatti, fra cui Dani Olmo della Dinamo Zagabria”.

La situazione di Ibrahimovic? “Ibrahimovic l’anno prossimo avrà 39 anni. La mia idea però è sempre la stessa: se si riuscisse a trovare uno più giovane – che non mi costringa ovviamente a suicidarmi dal punto di vista economico –, che mi garantisca anche solo in parte quello che mi da Ibra, vado sul giovane. Se però non lo trovo, tengo Ibrahimovic. Zlatan, non ti da quello che dava 8/9/10 anni fa, ma ti garantisce comunque qualcosa di certo. È inutile andare a cercare un altro ragazzo che poi magari si fa inghiottire dal peso di ‘San Siro‘ come è successo a Krzysztof Piątek. La permanenza di Ibrahimovic dipendeva molto da Boban visto che i due avevano legato molto. Ora venendo a mancare il croato in società, diventa una questione difficile da risolvere: bisogna usare la diplomazia per farlo rimanere al Milan”.

E quella di Donnarumma? “La questione Donnarumma invece è più complicata perché al termine di questo campionato sarà a un anno dalla scadenza e perché c’è di mezzo Mino Raiola. Un altro problema è che se devi venderlo, devi venderlo a chi fa la Champions League. Ma prova a guardare il panorama delle grosse squadre in Europa dal punto di vista dei portieri…sono tutte già coperte. Difficile trovare un acquirente che faccia follie. Io dico che l’unica squadra che potrebbe farle è la Juventus. Se invece lo tieni, devi garantirgli almeno lo stesso stipendio e fare una squadra che sia in grado di lottare per la Champions League. È una situazione complicata quella di Gigio, è un rompicapo”.

Come proseguirà la Serie A in base agli eventi del Coronavirus? “Tutto dipende da quando si riparte, ma è chiaro che ognuno ha diversi interessi: la Lazio vuole giocare e vuole che venga assegnato lo scudetto perché è vicina al vertice, la Juventus potrebbe anche non essere molto interessata a vincere il 9° Scudetto di fila, mentre chi è 3° o 4° magari vedrebbe meglio i playoff per poter sperare nel titolo. Però francamente, esprimere un’opinione ora va in contrasto con quello che sta succedendo. Fra un mese o un mese e mezzo, quando si spera che questi problemi siano terminati, ne parleremo”.

Nel frattempo, la UEFA valuta una clamorosa decisione in questo periodo che il mondo del calcio è fermo. Per saperne di più a riguardo clicca qui >>>

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