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CONFERENZA

Milan-Juventus, Spalletti: “Ti ingannano, con loro c’è sempre il rischio”

Luciano Spalletti allenatore Juventus
Le dichiarazioni di Luciano Spalletti, allenatore bianconero, in conferenza stampa al fischio finale di Milan-Juventus, partita della 34^ giornata della Serie A 2025-2026 che si è svolta allo stadio ‘Giuseppe Meazza’ di San Siro, a Milano
Stefano Bressi
Stefano Bressi Inviato, responsabile social, redattore 

Qui di seguito le dichiarazioni di Luciano Spalletti, allenatore bianconero, in conferenza stampa al fischio finale di Milan-Juventus, partita della 34^ giornata della Serie A 2025-2026 che si è svolta allo stadio ‘Giuseppe Meazza’ di San Siro, a Milano.

Milan-Juventus 0-0, le parole di Spalletti in conferenza stampa post-partita

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Un punto guadagnato o due persi: "Non lo so. Domani leggerò il suo commento per scoprirlo. Io so che abbiamo tentato di fare la partita. Secondo me abbiamo giocato una partita intelligente perché è stata sempre in ordine. Però il rischio con loro c'è sempre. Ti ingannano. Ti fanno credere che sia tutto sotto controllo e poi spuntano fuori. Hanno questo modo di giocare in cui hanno i nascondigli. Non li metti a fuoco e arrivano da zone in cui credevi non ci fosse nessuno. Diventa difficile. Dovevamo stare in ordine e in equilibrio sempre. Nel primo tempo l'abbiamo fatto troppo lentamente, nel secondo tempo di più, ma dovevamo per forza portare a casa qualcosa da questa partita. Abbiamo fatto quello che era corretto fare. Sono soddisfatto della partita. Perché quando poi la partita è rallentata così come nel primo tempo con loro è così che nasce il pericolo. Ti sembra sia lenta. Meglio non rischiare mai questa loro qualità della verticalizzazione improvvisa che ti coglie di sorpresa".


Cosa gli è piaciuto meno: "Abbiamo più potenzialità. Dobbiamo andare a dimostrarci nelle partite e andare a giocare per il futuro. Bisogna essere di quelli che hanno questa ricerca di esplorare qualcosa di nuovo. Creare sempre situazioni che prendano di sorpresa l'avversario. Stasera abbiamo fatto poco. È un momento particolare. Ci sono due o tre calciatori che possono creare, ma ora non si stanno allenando con continuità. Dobbiamo stare attenti. Nel secondo tempo abbiamo fatto anche buone cose. Poteva venire fuori qualcosa di importante, però è giusto il risultato e ci mette nelle condizioni di lottare fino in fondo con squadre forti che sono vicine e che ti fanno vedere che se perdi terreno possono saltarti addosso".

Su Vlahovic: "È venuto ad allenarsi con noi soltanto un giorno fa. Ha fatto differenziato e quando si allenano da soli, anche se cerchi di metterli in condizione, fino a venerdì è stato tutto calcolato nei movimenti. C'era da ragionarla bene la cosa. Poi noi dobbiamo giocarci il nostro futuro nelle prossime quattro. Non si può buttare il capello per aria oggi e o la va o la spacca. No, tutto sotto controllo e in maniera ragionata. Perché la squadra può giocare ed è nelle condizioni di fare una buona partita. Si accetta il risultato di parità, buono per noi, e si va a giocarsi le prossime con responsabilità. Non è il trequartista o l'esterno, ma tutti devono far vedere la cosa più importante, che distingue chi indossa la maglia e chi la rappresenta".

Se i risultati delle altre hanno influenzato e se la squadra non è pronta per reggere mentalmente partite così: "Secondo me se l'avessero influenzata la reazione doveva essere più forte. Se hai timore di vederteli vicini e addosso mi aspetto una reazione per far vedere che ci si riguadagna la distanza corretta. Non so se la squadra ha la maturità per andarsi a giocare sempre per cose più importanti. Dobbiamo ancora lavorare su delle cose. Dobbiamo ancora metterci dentro delle situazioni a quello che è il nostro gioco e il nostro comportamento. Magari facciamo bene questo, che può essere la fase di possesso, ma perdiamo qualcosa nella fase di contrasto. Facciamo bene una giocata, ma poi perdiamo due palle facili. C'è da trovare un equilibrio stabilizzato nell'alto. L'equilibrio si può trovare nel basso, nel medio o nell'alto. Gioco tutte le partite o la va o la spacca, mi presento con un atteggiamento massiccio e vado scoperchiarla o come si è fatto oggi ragionare. Avere una maturità. Oggi dovevamo non perderla, poi dovevamo provare a vincerla. Però tra le due cose mi è sembrato gli stesse più a cuore non perderla".

Su Yildiz: "Non l'ho proprio visto in settimana. È venuto ieri mattina a fare i cinque minuti di partitina. Noi la facciamo appena si entra in campo per creare ritmo. Durante la settimana si è allenato pochissimo. Mi è sembrato che dopo i primi due scatti gli mancasse fiato. Siamo stati contenti di rivederlo. Ha giocato 16 minuti alla fine. Voleva criticarmi facendo lo sconto sul minutaggio".

Sull'aver limitato Rafa Leao in campo aperto, ma senza andare a prendere il Milan alto: "Sì, siamo stati attenti, perché è un particolare rischioso. Lui si mette lì, fa finta di dormire, un occhio aperto e uno chiuso e poi ti ribalta. Ha degli strappi indifendibili per quella che è la sua qualità. Per cui c'era da far attenzione a questi dettagli che con la fase di possesso poi ti dimentichi. Non c'era da dimenticarlo mai, magari con un drone se non ce la si faceva con gli occhi. Lo temevamo e gli abbiamo dato attenzione".