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Il Milan Futuro sta stretto a Chaka Traorè: è troppo forte. Per i giovani a volte non basta

Emiliano Guadagnoli
Emiliano Guadagnoli Redattore 
Milan Futuro, l'esempio Chaka Traorè: a volte i giovani sono troppo forti per giocare in Serie D o in Serie C. Ecco cosa fare nella nostra analisi

Il Milan Futuro continua con la sua stagione: il pareggio interno contro il Villa Valle di fatto continua il periodo di risultati utili positivi arrivati a quota sei (la squadra di Massimo Oddo non perde da febbraio). Nonostante questo ottimo periodo di forma, per l'Under 23 arriveranno probabilmente i playoff (qui tutto il regolamento sulla Serie D e non solo). Chi ha decisamente brillato nella partita di ieri è Chaka Traorè esterno classe 2004 che sta vivendo una grandissima stagione personale (qui la nostra analisi a riguardo). Vogliamo prendere l'esempio dell'esterno per sviscerare un discorso più ampio.

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Milan Futuro, Chaka Traorè troppo forte

Traorè è un talento già esperto: ha giocato in Serie A, in Serie B, in Serie C e ora in Serie D e quando gioca si vede la differenza e le qualità maggiori, nettamente maggiori rispetto ai difensori della categoria. Chaka è troppo forte per giocare con il Milan Futuro in Serie D, troppo troppo forte. Si vede chiaramente: prendiamo la partita contro il Villa Valle. Ogni pallone toccato da Traorè si trasformava in una azione pericolosa per la difesa. L'esterno del Milan Futuro saltava chi voleva quando voleva anche con gli arrivi dei raddoppi sistematici. Prendiamo anche l'esempio di Emanuele Sala ed Eletu, altri due talenti davvero interessanti.

Per i giovani un'altra strada

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Anche i due centrocampisti rossoneri sembrano troppo forti per giocare in Serie D con il Milan Futuro. Il rischio è che non riescano a crescere davvero contro questo tipo di avversari. E quindi? Nulla da togliere al progetto Milan Futuro che in questa stagione ha trovato finalmente la strada giusta: primo obiettivo la crescita del talento rossonero per seguire l'esempio di Bartesaghi. Al secondo posto gli obiettivi della squadra. Il punto è se i giovani dimostrano già di essere più forti, di valere molto di più di una Serie D come appunto gli esempi citati, il Milan dovrebbe cercare un'altra strategia per farli crescere al meglio. O prendere il coraggio di farli giocare anche con la prima squadra con una certa costanza (quello che auspichiamo per Comotto dalla prossima stagione) oppure prestiti in Serie B in situazioni che abbiano un senso. Ovvero con la prospettiva che i Sala, i Traorè di turno possano giocare con costanza e tornare dopo una stagione pronti per il salto in Serie A con il Milan.