Il ritiro, la Danimarca e il gesto per Eriksen
—Nel 2024, alla scadenza del contratto con il Milan, è arrivata anche la decisione di chiudere con il calcio. “Ho saputo che il Milan non mi avrebbe rinnovato a settembre 2023. Ci sono state un paio di offerte dalla Danimarca e dalla Champions, ma ho capito che avrei dovuto fare compromessi. E con mia moglie ho deciso che, su queste cose, i compromessi non si fanno”.
Con la Nazionale di calcio della Danimarca ha disputato 132 partite segnando 5 reti, diventando capitano nel 2016 e guidando la squadra ai Mondiali 2018 e a Euro 2020 (giocato nel 2021 a causa del Covid).
Proprio durante l’Europeo, il mondo ha conosciuto l’uomo oltre il difensore. Durante la partita contro l'Islanda, il compagno Christian Eriksen crolla sula campo per un arresto cardiaco: Kjaer è il più reattivo nel soccorso. Prima estrae la lingua dalla bocca del centrocampista, poi tenta un primo massaggio cardiaco in attesa dei medici. Un gesto eroico che gli è valso anche il 'Premio del Presidente Uefa' e il 'Premio Astori', oltre al 18° posto nella classifica del 'Pallone d'Oro' 2021
Un episodio che ha ridefinito priorità e prospettive: “Se Christian Eriksen se ne fosse andato, non avrei più giocato. Ho capito che il calcio è il calcio, la vita è la vita”.
Il futuro da dirigente e il legame con l’Italia
—Dopo il ritiro, Kjaer ha scelto di restare in Italia, a Como, dove si è stabilizzato con la sua famiglia: “Siamo rimasti a vivere in Italia perché qui stiamo bene. Io ho smesso per i bambini, per portarli a calcio e stare con loro. Finora ho perso più della metà della loro vita”.
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Parallelamente ha iniziata una nuova avventura da dirigente, nel board del Midtjylland (club danese): “Sono entrato a far parte del board del Midtjylland. Ora devo capire se voglio essere ds, dg o altro. Alcuni aspetti del calcio non mi piacciono”. Non ha mai escluso un ritorno in Italia, magari proprio al Milan. Da leader in campo a dirigente ambizioso: il Vichingo guarda avanti, senza mai dimenticare da dove è ripartito.
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