In rossonero ha collezionato 121 presenze, con 1 gol e 3 assist, diventando uno dei leader dello spogliatoio. Determinante nella cavalcata che ha portato allo scudetto 2021-22, ha vissuto anche il momento più difficile con la rottura del legamento crociato del ginocchio sinistro a metà stagione. Fuori dal campo fino al termine dell’annata, ma sempre accanto ai compagni, da capitano silenzioso.
Il legame con l’ambiente milanista è rimasto intatto anche dopo l'addio nel 2024: “Io sono tifoso di Milan e Danimarca, alle altre voglio bene: è diverso. I milanisti lo hanno capito”, ha dichiarato in una recente intervista alla 'Gazzetta dello Sport'. Parole che spiegano più di qualsiasi statistica il rapporto costruito in cinque stagioni.
Il ritiro, la Danimarca e il gesto per Eriksen
—Nel 2024, alla scadenza del contratto con il Milan, è arrivata anche la decisione di chiudere con il calcio. “Ho saputo che il Milan non mi avrebbe rinnovato a settembre 2023. Ci sono state un paio di offerte dalla Danimarca e dalla Champions, ma ho capito che avrei dovuto fare compromessi. E con mia moglie ho deciso che, su queste cose, i compromessi non si fanno”.
Con la Nazionale di calcio della Danimarca ha disputato 132 partite segnando 5 reti, diventando capitano nel 2016 e guidando la squadra ai Mondiali 2018 e a Euro 2020 (giocato nel 2021 a causa del Covid).
Proprio durante l’Europeo, il mondo ha conosciuto l’uomo oltre il difensore. Durante la partita contro l'Islanda, il compagno Christian Eriksen crolla sula campo per un arresto cardiaco: Kjaer è il più reattivo nel soccorso. Prima estrae la lingua dalla bocca del centrocampista, poi tenta un primo massaggio cardiaco in attesa dei medici. Un gesto eroico che gli è valso anche il 'Premio del Presidente Uefa' e il 'Premio Astori', oltre al 18° posto nella classifica del 'Pallone d'Oro' 2021
Un episodio che ha ridefinito priorità e prospettive: “Se Christian Eriksen se ne fosse andato, non avrei più giocato. Ho capito che il calcio è il calcio, la vita è la vita”.
Il futuro da dirigente e il legame con l’Italia
—Dopo il ritiro, Kjaer ha scelto di restare in Italia, a Como, dove si è stabilizzato con la sua famiglia: “Siamo rimasti a vivere in Italia perché qui stiamo bene. Io ho smesso per i bambini, per portarli a calcio e stare con loro. Finora ho perso più della metà della loro vita”.
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Parallelamente ha iniziata una nuova avventura da dirigente, nel board del Midtjylland (club danese): “Sono entrato a far parte del board del Midtjylland. Ora devo capire se voglio essere ds, dg o altro. Alcuni aspetti del calcio non mi piacciono”. Non ha mai escluso un ritorno in Italia, magari proprio al Milan. Da leader in campo a dirigente ambizioso: il Vichingo guarda avanti, senza mai dimenticare da dove è ripartito.
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