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L'ultima giornata del campionato Primavera 1 tra Milan e Torino è terminata 1-1 (qui il report della partita). Al termine della sfida, il tecnico Giovanni Renna ha commentato la prestazione dei ragazzi, tracciando anche un bilancio finale sulla stagione appena conclusa. Di seguito, un estratto delle sue dichiarazioni rilasciate ai microfoni di 'Milan TV'.
Sulla crescita dei ragazzi: "La classifica non è mai stata un nostro pensiero, perché il Milan ci ha chiesto fin dall'inizio di formare i giovani. Devo dire che sono davvero molto soddisfatto dei miei ragazzi. Colgo l'occasione per ringraziare il mio staff, che ha svolto un lavoro spettacolare. Ci siamo messi completamente a disposizione del gruppo: sono cresciuti tutti tantissimo, sia a livello di singoli che come collettivo. Questo era il traguardo principale che dovevamo tagliare e ci siamo riusciti".
Sul cammino in campionato: "La soddisfazione più grande resta senza dubbio il percorso di crescita dei calciatori. Giocare con due anni sotto età non è affatto semplice, ma noi abbiamo provato a imporre il nostro gioco fin dalle prime partite seguendo le nostre idee e i nostri principi. Ci siamo riusciti e credo che questo sia un risultato di grande valore. L'unico vero rammarico riguarda quattro o cinque partite in cui eravamo in vantaggio e ci hanno rimontato proprio nei minuti finali. Senza quei punti probabilmente oggi parleremmo di zona playoff... Tuttavia, così come non abbiamo mai guardato la classifica in negativo, non dovevamo fare calcoli né in chiave playoff né playout. Il nostro unico dovere era lavorare sui ragazzi. Lo abbiamo fatto a pieni voti, adesso pensiamo alla prossima stagione e poi vedremo cosa succederà".
Sulla famiglia rossonera: "Ci tengo a ringraziare il nostro direttore e tutta la società per avermi dato l'opportunità di entrare a far parte di questa famiglia, in particolare quest'anno alla guida della Primavera. Un grazie speciale va anche a tutto lo staff tecnico e a quello medico. Sono davvero felice, perché vedere questi ragazzi scendere in campo e imporre le proprie idee di gioco contro qualsiasi avversario è una cosa che mi riempie d'orgoglio. Torno a casa e dormo sereno".
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