Paqueta studia da “grande mezzala”. Ma da trequartista è più letale

Paqueta studia da “grande mezzala”. Ma da trequartista è più letale

Lucas Paqueta, centrocampista brasiliano, è stato tenuto inizialmente fuori da Marco Giampaolo in occasione di Milan-Brescia. Tatticamente deve crescere

di Daniele Triolo, @danieletriolo

ULTIME MILAN – Ieri pomeriggio, a ‘San Siro‘, prima vittoria stagionale del Milan di Marco Giampaolo, che ha battuto per 1-0 il Brescia di Eugenio Corini grazie ad una rete siglata, in avvio di partita, dal turco Hakan Calhanoglu, il quale, di testa, ha sfruttato l’assist dello spagnolo Jesús Suso per piegare, subito, le resistenze delle ‘Rondinelle‘. Calhanoglu è stato bravo ad inserirsi in area di rigore partendo dalla posizione di mezzala sinistra, ruolo in cui Giampaolo lo ha schierato titolare confinando, al contrario, in panchina il brasiliano Lucas Paqueta.

Una piccola ‘bocciatura’, questa, per l’ex talento del Flamengo, che la scorsa settimana, in occasione della sconfitta del Diavolo (0-1) alla ‘Dacia Arena‘ contro l’Udinese, era sembrato fuori forma, piuttosto nervoso ma, soprattutto, ancora abbastanza avulso dai rigidi schemi del nuovo tecnico rossonero, il quale, per poter considerare un calciatore imprescindibile, o quasi, per il suo assetto tattico, prima deve essere assolutamente consapevole di quanto quell’elemento possa contribuire a sviluppare l’idea di calcio nella mente del rivoluzionario Giampaolo.

Paqueta, al momento, non sembra ‘accontentare’ Giampaolo sotto questo punto di vista. Ieri sera, nell’immediato post-partita, interpellato sul perché avesse deciso di escludere il numero 39 rossonero dalla formazione iniziale, Giampaolo lo ha ribadito. Aggiungendo, poi, come ritenga che Paqueta possa “diventare una grande mezzala”. Esclusivamente nel caso in cui, però, diventi “un po’ meno brasiliano ed un po’ più concreto” nel suo modo di giocare. Non vuol dire, questo, che Giampaolo intenda frustrare l’inventiva di Paqueta o ingabbiarne le qualità tecniche.

Semplicemente, all’allenatore del Milan serve un Paqueta perfettamente integrato negli schemi, che abbia capito in pieno il tipo di gioco che dovrà sviluppare il Diavolo in questa stagione, quasi in perfetta antitesi con il calcio giocato fino al maggio scorso, e che, magari, si conceda qualche veronica o colpo di tacco in meno, privilegiando una corsa, un inserimento, un suggerimento per i compagni in più. Paqueta, per Giampaolo, rappresenta e rappresenterà una grande risorsa per un Milan che dovrà puntare alla Champions League.

Non si può, però, sottacere su un punto. Probabilmente ha ragione Giampaolo: Paqueta diventerà una grande mezzala. Il calciatore sudamericano, però, ha dimostrato, nel corso della sua breve ma già sfavillante carriera, di trovarsi più a suo agio sulla trequarti, quando può liberare il suo estro in materia di spunti, assist e reti. Era stato così nel Flamengo, dove nell’ultimo ‘Brasileirão‘ prima di trasferirsi a Milano aveva segnato 10 gol, è stato così anche ieri, quando, subentrato Fabio Borini nel ruolo di mezzala per l’infortunato Samu Castillejo, Paqueta ha avanzato il suo raggio d’azione al fianco di Suso e dietro Krzysztof Piatek.

Corsa, talento, libertà d’azione ed un gran destro in contropiede, una rasoiata che si è stampata sul palo alla sinistra di Jesse Joronen, tanto per ricordare a tutti come, da trequartista, Paqueta si senta più a suo agio, più sé stesso. E come sia effettivamente più letale. Un saggio di queste prerogative lo aveva già fornito, la passata stagione, con Gennaro Gattuso, che aveva provato a schierarlo in quella posizione, prima che un infortunio muscolare prima ed una squalifica di tre giornate poi ne limitasse l’apporto in campo per la causa rossonera.

Giampaolo, in quel ruolo, non ce lo vede. “Per me il trequartista è un attaccante, nelle caratteristiche”, il commento del tecnico rossonero dopo Milan-Brescia, che, di fatto, ha stroncato le velleità di Paqueta di poter esplodere in quel ruolo. Anche se, in determinate partite, ha confessato Giampaolo, sarà possibile rivedere il talentino verdeoro un po’ più alto e più vicino ai compagni d’attacco. Sarà in quelle circostanze che dovrà convincere l’allenatore abruzzese delle sue capacità: tra centrocampo ed attacco, comunque, il Diavolo non può rinunciare alla verve di Paqueta. Ecco come abbiamo giudicato, noi di ‘PianetaMilan.it‘, la prestazione di Paqueta nel match di ‘San Siro‘: continua a leggere >>>

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