Giampaolo, il valorizzatore: giovani e bel gioco per un Milan da Champions

Giampaolo, il valorizzatore: giovani e bel gioco per un Milan da Champions

Il nuovo corso del Milan è affidato a Marco Giampaolo, tecnico che, notoriamente, riesce a far esprimere al meglio una squadra di belle speranze

di Daniele Triolo, @danieletriolo

ULTIME MILAN – “Il Milan ha una delle rose più giovani del campionato: mi hanno preso anche per questo. Valorizzare i tanti giovani a disposizione”. È ben consapevole, Marco Giampaolo, del compito che, in questa stagione, gli spetterà portare a termine alla guida del Milan.

I rossoneri, in quest’annata appena iniziata, sono chiamati a tentare l’assalto ad un posto in Champions League dovendo, però, necessariamente coniugare due fattori: l’esaltazione dei talenti di enorme prospettiva presenti in organico ed il bisogno di proporre, all’esigente pubblico di ‘San Siro’, un calcio offensivo, propositivo ed apprezzabile sotto il punto di vista dello spettacolo.

Paolo Maldini, direttore tecnico del club rossonero, e Zvonimir Boban, Chief Football Officer del Diavolo, hanno immediatamente concordato sul nome di Giampaolo. “Propone qualcosa di diverso”, è stata la sintesi offerta dal dirigente croato durante la conferenza stampa di presentazione del tecnico nato a Bellinzona ma di origine abruzzese. Nelle loro intenzioni o, perlomeno, nelle loro speranze, c’è l’idea che Giampaolo possa ripercorrere, al Milan, le orme di Arrigo Sacchi.

Le analogie tra i due, effettivamente, sono tante. Sacchi, nel 1987, venne scelto da Silvio Berlusconi per guidare il Milan dopo che quest’ultimo si innamorò del gioco del Parma in Serie B; Giampaolo frequenta i palcoscenici di Serie A già da qualche anno, ma non ha mai avuto la possibilità di misurarsi in una big del nostro calcio sebbene già ad Empoli e nei tre anni con la Sampdoria abbia fatto vedere di essere pronto.

Sacchi, al suo arrivo in rossonero, portò una nidiata di giocatori dal Parma (Walter Bianchi, Roberto Mussi, Mario Bortolazzi), ‘indovinando’ i colpi Ruud Gullit e Marco van Basten con l’aggiunta del rientro alla base di Alessandro ‘Billy’ Costacurta per fine prestito dal Monza; Giampaolo, invece, sta fornendo alla società delle chiare indicazioni sui profili di calciatori congeniali al suo tipo di gioco e, su quelli, la società si sta orientando.

Preso Rade Krunic dall’Empoli, lanciato proprio da Giampaolo in Toscana nel 2015-2016, preso Theo Hernández, talento purissimo ma ancora non sbocciato dal Real Madrid per assicurare corsa, qualità e gamba sulla fascia sinistra, le priorità ora saranno un regista tecnico e rapido (Ismael Bennacer?), un difensore centrale ed una seconda punta da affiancare a Krzysztof Piatek. Il tutto per essere sicuro che il mister riproponga, anche in rossonero, un modello di gioco ottimale per poter conseguire i risultati agognati.

Importante missione di Giampaolo ‘il valorizzatore’, però, sarà quella di far rendere al meglio gli elementi, tutti molto giovani, che già sono presenti nella rosa rossonera e che, per un motivo o per un altro, non hanno potuto rendere come nelle aspettative della società meneghina. Da Andrea Conti ad André Silva, passando per Mattia Caldara fino ad arrivare a Hakan Calhanoglu e Lucas Paqueta, sono tanti i calciatori del Milan che potranno, magari, risultare rigenerati dalla cura-Giampaolo.

Partire in sordina, rispetto a squadre che ora possono sembrare più quotate come Juventus, Napoli e Inter, probabilmente, non potrà che fare bene allo schifo allenatore di Giulianova, abituato, da sempre, a rispondere sul campo più che sui giornali alle enorme sfide sportive che la vita, costantemente, gli ha messo davanti. Intanto, Ivan Gazidis, amministratore delegato del Milan, ha parlato del progetto del nuovo stadio: per le sue dichiarazioni, continua a leggere >>>

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