Gazzetta – Sacchi: “Giampaolo è come me: idee chiare e competenza”

Gazzetta – Sacchi: “Giampaolo è come me: idee chiare e competenza”

Arrigo Sacchi, ex allenatore del Milan negli anni Ottanta e Novanta, ha benedetto la scelta del club rossonero di affidare la panchina a Marco Giampaolo

di Daniele Triolo, @danieletriolo

CALCIOMERCATO MILANArrigo Sacchi, ex tecnico del Milan dal 1987 al 1991 e, successivamente, nel 1997, non ha mai nascosto la sua ammirazione per Marco Giampaolo, nuovo allenatore rossonero, presentato ufficialmente dal club di Via Aldo Rossi presso la sede di ‘Casa Milan‘.

Questa mattina, sulle colonne de ‘La Gazzetta dello Sport‘ in edicola, Sacchi, per descrivere la figura di Giampaolo, come uomo e come allenatore, è partito proprio cavalcando l’onda del parallelismo tra i due. “Milano Marittima è frequentata prevalentemente da lombardi e tra loro sono tantissimi i tifosi rossoneri. Mi fermano e mi manifestano il loro scetticismo sul club e sul nuovo tecnico. Dopo la delusione patita due anni fa, ora sono molto più prudenti e diffidenti. Immagino che la stessa cosa sia successa anche quando io fui assunto da Silvio Berlusconi e un’autorevole giornale mi definì ‘il signor Nessuno’, annullando i 15 anni impiegati per arrivare in Serie A. Marco Giampaolo è giunto al Milan dopo quattro anni di Serie A, nei quali ha centrato tutti gli obiettivi: dalla salvezza, alla valorizzazione di giocatori con risvolti economici importanti per il club, e il tutto facendo giocare alla squadra un football divertente, armonioso ed emozionante. Quindi Marco si presenta con più referenze rispetto alle mie, e per di più è stato scelto da Paolo Maldini e Zvonimir Boban, artefici del grande Milan e ora dirigenti competenti e assolutamente affidabili”.

Sacchi, quindi, si è concentrato prevalentemente sul tecnico abruzzese: “Credetemi, l’ingaggio di Giampaolo è un acquisto importante per far riavvicinare il tifo rossonero abituato a vittorie corredate dal bel gioco e dal merito. Giampaolo è una persona seria, modesta e competente. Possiede idee chiare ed una elevata cultura. È uno stratega eccellente, le sue squadre praticano un football convincente e moderno, il coraggio è frutto della sua grande conoscenza e dall’amore per il calcio. Fa parte di quegli allenatori che cercano di dare uno stile e interpretano il loro ruolo come fossero l’autore e il direttore d’orchestra o lo sceneggiatore e il regista cinematografico, convinti che sia la strada più importante per migliorare i singoli e vincere le partite”.

Inevitabile, però, non ricordare come l’avventura di Giampaolo in rossonero inizi proprio come, 32 anni fa, cominciò quella del ‘Profeta di Fusignano‘ al Milan: “Eredita un gruppo di calciatori che sono arrivati quinti come successe a me tanti anni fa quando giunsi al Milan. Entrambi partiamo da quel quinto posto, allora noi supportammo l’organico con l’acquisto di Ruud Gullit, di Carlo Ancelotti con i suoi tre menischi e due crociati operati, di Angelo Colombo retrocesso con l’Udinese, di tre ragazzi che portai dalla Serie D (Roberto Mussi, Walter Bianchi e Mario Bortolazzi) e Billy Costacurta proveniente dalla Serie C. C’era anche Marco van Basten ma purtroppo a causa di una serie di incidenti fu usato poco, per partite intere”.

“Non era stato un mercato roboante – ha ricordato ancora Sacchi -, ma Berlusconi e Adriano Galliani mi seguirono in tutte le richieste tendenti a valutare prima di tutto le caratteristiche per il gioco che avevo in mente poi le capacità intellettive e professionali. Avevamo formato un gruppo di uomini affidabili e di grande livello professionale e umano. Non fu difficile far uscire tutto il talento, la generosità e l’orgoglio che era in loro. Il club diede una spinta formidabile, seguendoci con amore e competenza. Berlusconi e Galliani ci aiutarono molto, non facendoci mai mancare la loro stima e fiducia. Il Milan era il luogo ideale dove esprimerci e tirare tutto il meglio che era in noi. Tutti migliorammo, crescevamo giorno dopo giorno tanto da avere riscontri collettivi e individuali mai raggiunti prima, i tifosi ci premiarono riempiendo tutti gli stadi, così saltò fuori quello splendido collettivo in cui tutti si muovevano in un contesto evolutivo, dove ogni giocatore partecipava alla fase difensiva e offensiva, ed era polivalente, collegato ai compagni con un filo invisibile che era il gioco”.

“Caro Marco richiedi persone affidabili e tu rovescerai il mondo – ha concluso Sacchi con un appello a Giampaolo -. Caro Vecchio Milan, un grandissimo in bocca al lupo, ricordandovi che «La possibilità di realizzare un sogno rende la vita interessante»”. Citazione di Paulo Coelho per concludere, degnamente, la presentazione di quello che, per Sacchi, sarà l’allenatore giusto per un Milan che vuole rinascere. Intanto, ha parlato il nuovo acquisto rossonero, Rade Krunic: per le sue prime dichiarazioni da milanista, continua a leggere >>>

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