Milan, Suso mai così male: panchina e divorzio ora non sono più utopie

Milan, Suso mai così male: panchina e divorzio ora non sono più utopie

Jesús Suso sta vivendo la sua peggior stagione in rossonero. Stefano Pioli pensa di escluderlo, la dirigenza comincia a maturare l’idea di venderlo

di Daniele Triolo, @danieletriolo

CALCIOMERCATO MILAN – Il Milan si trova, per la prima volta, a dover gestire il problema Jesús Suso. Se, nelle passate stagioni, il nativo di Cadice era finito nel mirino della critica della tifoseria perché, spesso e volentieri, all’interno di annate comunque positive, tendeva a sparire per vari mesi nella fase centrale del campionato dopo splendidi inizi, salvo poi tornare decisivo nel finale di stagione, adesso la pazienza di tutti sembra essere arrivata al limite.

Milan-Sampdoria, peggior prestazione di sempre di Suso in maglia rossonera, concisa, tra l’altro, con la prima di Zlatan Ibrahimovic, costituirà, di fatto, uno spartiacque nella stagione milanista e del numero 8 iberico. E Suso, dopo aver trascinato il Diavolo nel 2016-2017 (7 gol e 8 assist), nel 2017-2018 (8 gol e 11 assist), e nel 2018-2019 (8 gol e 9 assist), rischia, per la prima volta, di finire ai margini delle scelte tecniche di Stefano Pioli visto il suo rendimento insufficiente, nettamente al di sotto delle aspettative.

Appena una rete (punizione in Milan-Spal 1-0 del 31 ottobre 2019) e due assist (per Hakan Çalhanoglu in Milan-Brescia 1-0 del 31 agosto 2019 e per Theo Hernández in Bologna-Milan 2-3 dell’8 dicembre 2019) in 16 gare disputate: tre lampi isolati nel buio, pesto, più totale. E dire che, per Suso, il Milan si è ritrovato, ben presto, in questa stagione, a dover risolvere equivoci tecnico-tattici che, nel corso di pochi mesi, hanno poi portato al repentino cambio di allenatore. Non è un mistero, infatti, che in estate la società volesse venderlo per acquistare Ángel Correa dall’Atlético Madrid.

Poi Marco Giampaolo, tecnico scelto dalla dirigenza per guidare la rivoluzione verde del Milan, si è battuto per non farlo cedere, imponendolo, un po’ forzatamente, come trequartista del suo 4-3-1-2. Un esperimento abiurato quasi subito, alla prima giornata di campionato, dopo una prestazione indecente ad Udine che fece capire a Giampaolo di dover tornare, per forza, al 4-3-3, poiché unico modo possibile in cui concepire la presenza in campo di un Suso che, se spostato dalla sua solita ‘mattonella’ sul terreno di gioco, a ridosso della linea laterale sul versante destro del campo, non incide né convince.

Via Giampaolo ad ottobre, dentro Pioli e la situazione, tecnica e di gerarchia, non è cambiata. 4-3-3 e Suso in campo. Ma di miglioramenti effettivi non si sono visti. Anzi, Suso sembra essere entrato in un tunnel senza fine: un vicolo cielo da cui l’unica uscita possibile sembra essere quella definitiva dal Milan. Innanzitutto, in vista di Cagliari-Milan di domani pomeriggio alla ‘Sardegna Arena‘, potrebbe essere spedito in panchina per far posto al connazionale Samuel ‘Samu’ Castillejo.Suso, mai così male nel Milan, rischia dunque di essere il primo, vero trombato della brutta stagione del Diavolo.

Più di Krzysztof Piatek, bomber dalle polveri bagnatissime nel 2019-2020 ed in odore di cessione. Ma, in tal caso, ci avrebbe messo sicuramente tanto del suo. Ma non è tutto. Perché, a ben vedere, non è forse un caso se il club di Via Aldo Rossi, sul mercato, ha messo nel mirino l’acquisto di un nuovo esterno offensivo (si parla di Matteo Politano dell’Inter e Cengiz Ünder della Roma): una mossa che farebbe presagire possibili movimenti in uscita nel settore, e, certamente, non quelli relativi ad Ante Rebic, prossimo al ritorno all’Eintracht Francoforte e Fabio Borini, in procinto di firmare per l’Hellas Verona. Qui, chi rischia, è proprio Suso.

Il giocatore, come si ricorderà, è sotto contratto con il Milan fino al 30 giugno 2022 e, nel suo accordo con il Diavolo, è prevista una clausola di rescissione, valida soltanto per l’estero e solo fino al 15 luglio di ogni anno, di 38 milioni di euro. Recentemente passato dallo storico procuratore Alessandro Lucci alla scuderia di Mino Raiola, agente che sta intrattenendo rapporti sempre più stretti e proficui con il Milan, Suso potrebbe essere ceduto con un forte sconto sulla clausola (25-30 milioni di euro?) al miglior offerente già a gennaio. Con la sua cessione, il Milan ne ricaverebbe una plusvalenza quasi totale (lo spagnolo pesa a bilancio per poche migliaia di euro), e soprattutto, migliorerebbe i conti del club, risolvendo, al contempo, uno dei problemi più importanti della stagione.

Certo, a meno che Suso, come la storica Fenice, non risorga presto dalle proprie ceneri e torni, come è la speranza di tutti, a diventare un fattore nelle fortune del Diavolo. Il calciatore piace al Siviglia, nella Liga spagnola, ma, nelle ultime ore, è emersa anche una possibilità in Italia: per le ultime, continua a leggere >>>

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