Dal palleggio con Vincenzo Montella all'aggressività con Gennaro Gattuso: come cambierà il Milan, dal modulo agli interpreti passando per l'atteggiamento
Secondo 'La Gazzetta dello Sport' oggi in edicola, nel passaggio da Vincenzo Montella a Gennaro Gattuso, il Milan cambia molto più di un allenatore: cambia faccia, stile, priorità. Comunque andrà a finire questa tormentata stagione, l'ennesima, per i colori rossoneri, questo è certamente un dato di fatto: Montella ama un calcio di possesso ed i giocatori tecnici, mentre il passato di Gattuso suggerisce un'altra parola chiave: intensità.
Il Milan di Gattuso, sin dagli allenamenti, dovrà girare a toni rigorosamente molto alti per stimolare tutti i calciatori, evitare i cali di tensione, tenere sulla corda anche i giocatori dal curriculum più importante rispetto ad altri. E se mentre Montella, in molti momenti difficili, ha sempre usato un tono pacato per spiegare i suoi punti di vista, l'ex centrocampista rossonero è sicuramente un uomo di maggior temperamento ed incline all'urlo.
Presumibilmente, ha sottolineato ancora la 'rosea', con Gattuso cambierà anche la preparazione atletica, sulla scia del passaggio da Emanuele Marra a Mario Innaurato. Montella si è fatto largo con allenamenti brevi, basati sull'uso del pallone, mentre 'Rino' non disdegna il lavoro a secco. Sarà coadiuvato dal fedele Luigi Riccio, che giocò insieme a Gattuso sia nel Perugia sia nei Rangers Glasgow, amico da una vita e collaboratore sul campo.
Ma come giocherà il suo Milan? La storia recente di Gattuso allenatore ci insegna come le sue squadre non abbiano mai giocato un calcio spettacolare in fase offensiva. Anzi, al contrario, abbiano puntato maggiormente sull'equilibrio e sulla difesa solida. Anche in Primavera, dopo qualche iniziale rovescio stagionale, Gattuso aveva saputo dare i giusti equilibri alla sua formazione. Con la prima squadra si potrà vedere, per 'La Gazzetta dello Sport', un 3-4-3 di base: punterà su un blocco di 16-17 giocatori, e, di certo, non varierà 23 formazioni in 23 partite.
Ovviamente tra i pali ci sarà Gianluigi Donnarumma; la retroguardia potrebbe essere composta da Mateo Musacchio (o Cristián Zapata), Leonardo Bonucci ed Alessio Romagnoli; a centrocampo, sulla destra, magari rilancerà Ignazio Abate (con le alternative Fabio Borini e Davide Calabria), con Franck Kessié, del quale ha sempre parlato bene, Lucas Biglia o Riccardo Montolivo e, a sinistra, la spinta di Ricardo Rodríguez con Luca Antonelli prima, ed unica, alternativa. In attacco, Jesús Suso riportato nel suo ruolo di esterno destro, con uno tra Giacomo Bonaventura e Hakan Çalhanoğlu sul versante opposto; centravanti, ballottaggio tra Nikola Kalinić, Patrick Cutrone ed André Silva.
Possibile, infine, ha concluso la 'rosea', che si possano affacciare più spesso in Prima Squadra tanti talenti della Primavera fin qui allenata dal tecnico calabrese, quali Tiago Dias o Raoul Bellanova.
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