Italia – Mancini: “Essere qui è il sogno di tutti. Chiamerò Balotelli”

Italia – Mancini: “Essere qui è il sogno di tutti. Chiamerò Balotelli”

Roberto Mancini è stato presentato oggi come nuovo Commissario Tecnico della Nazionale Italiana di calcio: le sue dichiarazioni

di Daniele Triolo, @danieletriolo

Roberto Mancini è stato presentato oggi come nuovo Commissario Tecnico della Nazionale Italiana di calcio. Queste le dichiarazioni di Mancini:

Sulle emozioni che prova ad essere il C.T. azzurro: “Sono abbastanza emozionato: diventare Commissario Tecnico. della Nazionale non è così banale. Ringrazio i Commissari, Michele Uva e Lele Oriali, che mi hanno fatto sentire che mi volevano al 100%. E’ stata una scelta facile: sono orgoglioso, ho messo piede per la prima volta a Coverciano nel 1978, con l’Under 14, tornarci da C.T. mi rende felice, anche per i miei genitori, penso possano essere orgogliosi. Ringrazio tutti gli allenatori avuti da giocatore, che mi hanno aiutato per la crescita anche da allenatore”.

Sulla scelta di lasciare lo Zenit per allenare la Nazionale: “Diventare C.T. è la massima aspirazione per tutti allenatori. Ci sono momenti in una carriera in cui vanno prese decisioni. Io alleno da tanti anni, penso sia il momento giusto. Bisogna fare qualcosa per la Nazionale: non essere al Mondiale è stato un colpo per i tifosi. Tutti gli allenatori aspirano a questo ruolo, ho pensato fosse il momento giusto”.

Sul suo staff e sulle convocazioni: “La cosa più bella della Nazionale è che non bisogna andare a comprare giocatori in giro. Anche in momenti difficili in Italia si possono trovare giocatori di qualità. Mario Balotelli? Ci parleremo, probabilmente lo chiameremo, lo vogliamo rivedere come è stato agli Europei con Cesare Prandelli. Di Andrea Pirlo (per lo staff, n.d.r.) abbiamo parlato con Costacurta e Oriali, adesso bisogna sentire lui e capire cosa vuol fare. Anche con Gianluigi Buffon parleremo per la partita di Torino: per adesso non c’è stato tempo. Voglio riportare l’Italia dove merita: sul tetto del Mondo e dell’Europa. Di Europei ne abbiamo vinti pochi. Non sarà facile, ci sarà molto da lavorare, ma potremo farcela”.

Sulla Nazionale e le pressioni che comporta: “L’Italia ha vinto quattro Mondiali, si può vincere anche se non alleni tutti i giorni. I giocatori bravi ci sono sempre stati: un tempo ce n’erano talmente tanti che la qualità tecnica era impressionante. Ma ce ne sono ancora abbastanza per mettere in piedi un’ottima squadra. I momenti difficili possono capitare, anche una mancata qualificazione può succedere. Non credo nemmeno che sia giusto dare la colpa a un allenatore. Certo, se non vinci in azzurro hai 50 milioni di persone arrabbiate con te, ma se riesci a vincere è una soddisfazione più grande. E’ difficile che un C.T. metta d’accordo tutti, ogni tifoso vede il calcio a modo proprio, ma per unire bisogna vincere un trofeo importante. Nel rapporto coi club ci vuole rispetto, per loro e per i giocatori che giocano tantissime partite. Bisogna vedere come stanno, e valutare se a volte non vanno lasciati a casa a riposare. Per questo rosa ampia, poi è normale che i club devono aiutare la Nazionale”.

Sul modulo e l’idea di gioco: “I giocatori in capo sono sempre undici . Difficile dire adesso come giocheremo, anche perché devo conoscere meglio alcuni giocatori stando insieme, ma poi certo adatterò le mie idee ai giocatori. Non chiedo stage, se avremo la possibilità ne faremo per vedere i giovani, ma vanno rispettati anche i club e i giocatori che giocano già tantissimo e viaggiano già tantissimo. Il C.T. ha l’obbligo di stare vicino alle squadre giovanili, ma l’Under 21, la 19 e le altre avranno un loro allenatore che io non intendo disturbare”.

Su cosa chiederà ai giocatori: “Importante è che tirino fuori i sogni che hanno nel cuore: da ragazzino vedi le partite della Nazionale in tv, fai il tifo, sogni. I sogni sono importanti, come dare il massimo per la Nazionale. Domenico Criscito? In Nazionale ci sarà spazio per tutti quelli che faranno bene, ma dobbiamo costruire anche per i prossimi anni, quindi l’età conterà. Ma se i “vecchi” come De Rossi saranno ancora i migliori quando dovremo giocare partire importanti verranno chiamati”.

Sulla questione “bel gioco o risultati”: “Non sempre riesci a giocare bene e a vincere. Ma è difficile che chi vince non giochi bene. Cercherò di chiamare il maggior numero possibile di giocatori tecnici per giocare il meglio possibile”.

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