Italia, Albertini: “Dimissioni Tavecchio? Sono a disposizione”

Italia, Albertini: “Dimissioni Tavecchio? Sono a disposizione”

Albertini, ex centrocampista del Milan, ha parlato della eliminazione dell’Italia dai mondiali, non chiudendo ad un suo possibile ruolo in Federazione

Demetrio Albertini, ex vicepresidente federale, ha parlato dell’eliminazione dell’Italia dal mondiale durante la conferenza stampa di presentazione del Gran Galà del calcio. Ecco le sue dichiarazioni: “Oggi è una giornata molto triste, avevamo tutti fiducia di andare ai Mondiali, i ragazzi hanno cercato di dare il massimo. Per la prima volta dopo tanto tempo ci troviamo in questo grande momento di tristezzaLa Nazionale aveva tutte le carte in regola per andare al Mondiale, con l’esperienza e l’inesperienza di qualcuno. Li reputo dei campioni, poi c’è dopo la discussione della partita in sé. Mi dispiace essere qui a commentare della sconfitta. Rottamazione, rifondazione o ristrutturazione? Devi parlare con un politico, io non lo sono più adesso”.

Su una sua possibile ricandidatura: “Tommasi è impegnato con l’Aic, io sono uscito dalla Federazione dopo 8 anni, cercando un mio percorso, con uno sguardo e una passione incredibile per questo sport. Sinceramente vado avanti con le mie scelte, se c’è poi da condividere qualcosa lo farò sicuramente. Non so se con me sarebbe andata diversamente, il bello dello sport è questo che poi si può dire tutto. Io mi ero messo a disposizione nel 2014, dopo un percorso di otto anni. Da tre anni sono esterno, credo che sia il momento più facile per giudicare ma bisogna capire quali sono state le cause e avere il coraggio di cambiare. Scegliere il c.t è la cosa più difficile al mondo, perché viene sempre contestato. Serve un allenatore di grande esperienza, uno come Carlo Ancelotti è il primo che mi viene in mente. Deve essere il presidente a scegliere, oneri e onori”.

Su Tavecchio: “Se fossi in Tavecchio mi dimetterei? E’ sempre difficile, facendo l’imprenditore adesso uno delle cose che si pone sono gli obiettivi primari. Se non dovessi raggiungerli, difficilmente mi dimetterei ma chiuderei, da imprenditore è cosi”.

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