Gattuso: “Non si possono fare i paragoni con il passato. Ci rimetterò io? Pazienza”

Gattuso: “Non si possono fare i paragoni con il passato. Ci rimetterò io? Pazienza”

Gennaro Gattuso, tecnico del Milan, ha parlato della sua squadra spiegando come i rossoneri siano un gruppo molto giovane che ha bisogno di tempo

di Daniele Triolo, @danieletriolo

Domani, a Bergamo, il Milan si gioca, in casa dell’Atalanta, una larga fetta delle proprie chance di entrare in Europa League dalla porta principale. E lo farà reduce da una pesante sconfitta, 0-4, patita in finale di Coppa Italia contro la Juventus. In conclusione di conferenza stampa, oggi a Milanello, i tecnico rossonero Gennaro Gattuso ha parlato dell’inesperienza che, in quel frangente, hanno pagato i suoi ragazzi. Un gruppo che ha bisogno di tempo e di crescere senza troppa pressione.

“Quando dico che l’esperienza non si compra e che 7/8 mesi al top non si potevano fare lo sapevo. Ricordate come faticavamo a giocare dopo aver rifatto la preparazione da zero e facevamo fatica a correre – ha detto Gattuso -. Alcuni giocatori hanno fatto 50 partite, non è normale. Poi io so che molte responsabilità sono mie, ma certe cose possono succedere con i giocatori più esperti, figuriamoci coi giovani. Qualcosa adesso si paga, poi vedremo tra 7 mesi, 8 mesi o un anno”.

Il tecnico milanista, poi, ha anche aperto una piccola parentesi su quello che potrebbe essere il suo futuro in caso di mancato accesso del Milan in Europa: “Adesso abbiamo giocato partite con squadre forti e qualcosa di buono si è visto. Il problema è paragonare il Milan di un tempo con quello di oggi, non si possono fare i paragoni. Se poi a rimettere ci sarò io… pazienza. Continuerò a fare questo lavoro, ma adesso la cosa importante è toccare con mano a anche le cose buone – ha sottolineato Gattuso -. Il 4-0 è bugiardo, non esiste. Abbiamo preso 4 pappine per gli errori singoli, ma non è tutto da buttare. Ora non si possono fare i paragoni col passato, ma non possiamo più piangerci addosso e lavorare, anche la Juve ha avuto quattro o cinque anni senza coppe. Serve qualche lacrima e qualche bruciore in meno e lavorare”.

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