Gattuso a Sky: “In difficoltà a Benevento. In campo abbiamo paura, non va bene”

Gattuso a Sky: “In difficoltà a Benevento. In campo abbiamo paura, non va bene”

Gennaro Gattuso, tecnico del Milan, ha parlato ai microfoni di ‘Sky Sport’ alla vigilia della sfida di Europa League contro il Rijeka: le sue dichiarazioni

Gennaro Gattuso, tecnico del Milan, dopo aver parlato in conferenza stampa, si è concesso ai microfoni di ‘Sky Sport’ alla vigilia della sfida di Europa League contro il Rijeka, ecco le sue dichiarazioni: “Questo Milan deve e può dare di più. Abbiamo giocatori giovani e forti, ma sappiamo che quello che stiamo facendo non basta. Dobbiamo migliorare a livello mentale, tante volte sembriamo impauriti. Anche a livello fisico bisogna crescere, la mia paura più grande, quando preparo gli allenamenti, è di perdere qualcuno per infortunio. Dobbiamo stare attenti perchè la metodologia di lavoro è completamente diversa rispetto a quella di Vincenzo, ma non parlo male di lui, sapete quanto lo rispetto. Dobbiamo cambiare qualcosa, con questi ritmi non possiamo giocare”.

La partita di domani: “Vogliamo vedere all’opera qualche giocatore che sta giocando di meno e abbiamo dato la possibilità a qualcuno di restare a casa per continuare a lavorare. Abbiamo dato la possibilità ai vari Locatelli e Biglia di mettere minuti nelle gambe per crescere a livello fisico e mentale”.

Il gioco: “I primi 20 minuti con il Benevento hanno fatto vedere qualcosa sul fronte delle verticalizzazioni, poi loro ci hanno messo in grandissima difficoltà è un dato di fatto. Per giocare il calcio che piace a me, però, serve una grande condizione fisica, bisogna saper soffrire e adesso non ci riusciamo, abbiamo paura e arretriamo”.

Allenare il Milan: “Calciatore e allenatore sono due mestieri completamente diversi. Da calciatore ho avuto la fortuna di vincere tutto, ma fare l’allenatore è molto più difficile. Ce la metterò tutta perchè un mestiere che mi piace, mi fa sentire vivo. E’ dura, ma ho il dovere di provarci, spero di farmi capire il prima possibile dai miei ragazzi, fargli capire come piace giocare a me”.

La difficoltà più grandi: “In questi 4/5 mesi ho vissuto a Milanello, la Primavera si allena lì, stavo nel campo centrale fuori, ma ho vissuto lì. La difficoltà più grande è proporre qualcosa, dobbiamo sempre limare il lavoro per non perdere nessuno, stare molto attenti, ma sono contento di allenare una squadra così, con tanti ragazzi giovani, con l’età media di 21 anni. Secondo me è una squadra molto forte, dobbiamo ricompattare l’ambiente ed entrare nella testa dei giocatori”.

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