Prima di decidere se cedere il Milan, Silvio Berlusconi vuole garanzie e chiedere di conoscere l'identità dei potenziali acquirenti del club
'La Gazzetta dello Sport' in edicola questa mattina ricorda come siano passate due settimane dall'inizio della trattativa in esclusiva tra Fininvest e la cordata di investitori cinesi interessati all'acquisto della maggioranza del Milan rappresentata dall'advisor italo-americano Salvatore 'Sal' Galatioto eppure, ad oggi, non sono stati fatti concreti passi in avanti nell'operazione. Questo perché la complessità dell'affare richiede tempo e pazienza.
Non c'è nessun equivoco di base sulla posizione di Silvio Berlusconi, ha evidenziato la 'rosea': al Cavaliere è stata garantita la poltrona di Presidente onorario del Milan anche in caso di cessione del 70% delle quote, come da trattativa con i cinesi. Con il 30% in suo possesso, poi, Berlusconi potrebbe chiedere (ed ottenere) una rappresentanza nel Consiglio d'Amministrazione, anche se appare ormai chiaro che cedendo i due terzi della società, questa, di conseguenza, sarebbe controllata sotto ogni punto di vista dagli investitori asiatici.
Il nodo sulla cessione, per ora, resta quindi quello dell'identità degli acquirenti. Fininvest ha fatto presente alla controparte che vorrebbe venisse ufficializzata, in tempi brevi, l'identità di tutte le persone interessate dall'operazione, e sulla stessa linea di pensiero, ha sottolineato 'La Gazzetta dello Sport', è anche il Presidente Berlusconi, che vuole sapere chi vuole il suo Milan e come intende spartirsi quel 70% di quote. A questo proposito, non appare propriamente una buona notizia il mancato arrivo dei cinesi a Milano per la finale di Champions League di sabato: sarebbe stata un'occasione utile per un primo contatto diretto: la spedizione, però, è saltata e quindi, ha concluso la 'rosea', per questa settimana non si registreranno passi in avanti decisivi nella trattativa.
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