Braida: “Non ritorno al Milan. Gattuso? Una persona con un grande cuore”

Braida: “Non ritorno al Milan. Gattuso? Una persona con un grande cuore”

Ariedo Braida, direttore sportivo del Barcellona, a 360° sul Barcellona, sulla Champions League e, soprattutto, sul suo vecchio amore per i colori rossoneri

di Daniele Triolo, @danieletriolo

Ariedo Braida, ex dirigente del Milan ed attualmente direttore sportivo del Barcellona, ha parlato ai microfoni di ‘Radio Anch’io Lo Sport‘, in onda sulle frequenze di ‘Radio RaiUno‘, rilasciando delle dichiarazioni molto interessanti sulla squadra catalana, sulla Champions League di quest’anno senza, ovviamente, tralasciare di parlare anche del suo vecchio amore per i colori rossoneri. Ecco le parole di Braida:

Sul sorteggio Champions: “Il Barcellona ha la consapevolezza di essere una delle squadre più importanti in Europa. Quindi le squadre vanno tutte affrontate nel modo giusto perché non ci sono partite facili. Il calcio è questo: bisogna sempre prepararsi al meglio per qualsiasi partita. Certo che quando hai giocatori importanti come Lionel Messi e Philippe Coutinho il compito è più facile, ma occorre sempre preparasi al meglio”.

Sull’8-2 di ieri contro il Huesca: “Penso che i muscoli non vincano le partite, serve la qualità per fare risultati del genere”.

Sui giovani inseriti nel Barcellona: “Penso che spesso abbiamo una visione errata sui giovani. Giovane non è sinonimo di bravura: devono giocare i giovani capaci. Non ha senso far giocare giocatori giovani tanto per. Sta agli allenatori avere un cambio di mentalità, come Roberto De Zerbi al Sassuolo. I giovani devono giocare, ma solo quelli bravi. Non è importante l’età, è importante avere qualità”.

Su un suo possibile ritorno al Milan: “Il Milan è stata la mia vita. Non ho avuto nessun contatto. Sono amico di Paolo Maldini e di Leonardo e conosco tutti. Ma non ho parlato del ritorno con nessuno. E’ di buon auspicio il fatto che siano tornati pezzi di storia del Milan, soprattutto Paolo. E’ importante, può dare il “la” al ritorno del grande Milan”.

Su Cristiano Ronaldo alla Juventus: “L’abbiamo vissuta in modo distaccato. E’ un campione e sono contento che sia arrivato in Italia perché può portare delle novità nel calcio italiano, con il movimento che sta risalendo la china. Il Barcellona ha la consapevolezza che dobbiamo vincere trofei. Abbiamo questa cultura che deriva dalla consapevolezza di avere una grande squadra”.

Sul ‘no’ al Portogallo di CR7 per gli impegni nella Nations League: “Ha probabilmente bisogno di rifiatare. E’ un giocatore che vuole dimostrare la sua forza. Gli pesa non segnare, ma penso che ne farà tantissimi”.

Sulla sconfitta del Napoli contro la Sampdoria: “Sulla carta è complicatissimo recuperare il gap nei confronti della Juventus. Al Napoli manca qualcosa per fare un ulteriore salto di qualità. Il calcio è spietato”.

Sul V.A.R.: “Ci sono state molte ingiustizie, abbiamo sofferto dei gol annullati e situazioni difficili in passato. Sono molto favorevole all’inserimento della tecnologia. Ci vorrà del tempo per abituarsi. Col V.A.R. il calcio è più giusto”.

Su come è tornato Messi dall’ennesimo Mondiale deludente: “Ha già cominciato a fare gol dimostrando di aver superato il fallimento in Russia. Non tutti i giorni sono uguali, può accadere di non stare bene. Lui è un campione assoluto. Io che ho visto il calcio e ci lavoro da anni, devo dire che è il calciatore che forse mi ha colpito più di tutti nella storia del calcio”.

Su chi ha più paura il Barcellona in Champions League: “Il Barcellona non può e non deve aver paura. E’ una squadra che deve combattere con la consapevolezza della propria forza. I giocatori non hanno paura di niente, affrontano le partite nel migliore dei modi tentando di vincere sempre”.

Sulla Juventus favorita per la Champions con CR7: “Sono piccoli dettagli quando si parla di top club europei. Il Barcellona ha perso una partita non importante in campionato, ma ha perso a Roma uscendo dalla Champions”.

Sul fatto se il Barça ha pensato a come sostituire Messi: “E’ ancora molto giovane e giocherà ancora per tanto. Penso che potrà giocare fino a 40 anni, vista la sua grande qualità. E’ un giocatore che non si può sostituire”.

Sulle convocazioni di Roberto Mancini: “Il fatto che abbia chiamato questi giocatori, la dice lunga. Bisogna piano piano cercare di spremere al massimo tutto quello che abbiamo. Servono strade nuove per capire se qualcuno è in grado di dare un nuovo livello alla Nazionale. Il calcio spesso ci sorprende”.

Su Patrick Cutrone: “E’ un ragazzo che ha dimostrato di essere un goleador. Però non bisogna bruciare le tappe. Ha Gonzalo Higuaín davanti, uno che ha dimostrato già cosa può fare. Avrà il suo spazio, quello che merita. E’ un ragazzo che è molto bravo davanti alla porta. Deve avere la giusta umiltà senza esaltarsi troppo perché il calcio è terribile. Auguro a Cutrone di seguire le orme di Higuaín”.

Su Gennaro Gattuso: “E’ un grande, una persona che ha un grande cuore. Io ho fatto di tutto per portarlo al Milan da giocatore. Nel calcio ci sono molti luoghi comuni. A vole le scommesse le vinci, altre le perdi. Lui è una persona che ha grande umanità e sensibilità. E’ molto umile in un mondo pieno di spocchiosi”.

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