Milan, l’Uefa dice no al voluntary agreement: i dettagli

Milan, l’Uefa dice no al voluntary agreement: i dettagli

L’ufficialità dovrebbe arrivare domani, ma l’Uefa dice al no al voluntary agreement presentanto dal Milan lo scorso novembre a Nyon. Le ultime

La Gazzetta dello Sport quest’oggi apre con una notizia molto importante: l’Uefa boccia il voluntary agreement presentato dal Milan lo scorso 9 novembre. L’ufficialità arriverà nella giornata di domani, ma dalle ultime indiscrezioni la notizia sarebbe praticamente certa. Lo schiaffo dato dal massimo organismo calcistico europeo crea un doppio danno  al club rossonero, visto che la commissione non ha dato credito al business plan presentato da Marco Fassone, mentre sul piano pratico il Milan sarà sottoposto a delle sanzioni nel caso in cui partecipasse alle coppe europee la prossima stagione.

PIANO – Era la prima volta che un club chiedeva alla Uefa l’adesione al voluntary agreement, che era stato introdotto recentemente per “aiutare” le società che registravano un cambio nel proprio azionista di maggioranza. Una società che è fuori dai parametri del fair play finanziario ha la possibilità di chiedere sostanzialmente un’apertura di credito alla Uefa e di “sospendere” possibili sanzioni presentando un business plan pluriennale con l’obiettivo di rientrare nei vari parametri nei tempi previsti. Il Milan, però, negli ultimi tre anni ha perso 250 milioni di euro, e dunque l’obiettivo della società non era assolutamente facile da raggiungere.

MOTIVI – Ma quali sono stati i motivi che hanno spinto la Uefa a dire no al Milan? E’ evidente che il dossier presentato da Marco Fassone non sia bastato, in quanto la commissione d’analisi ha incertezze sulla presidenza di Yonghong Li e sul rifinanziamento del debito con il fondo Elliott. Il massimo organismo calcistico europeo avrebbe solo vantaggi nell’accettare il club rossonero nelle coppe, ma è anche vero che le regole vanno rispettate, e per ottenere il congelamento delle sanzioni bisogna rispettare dei paletti molto rigidi, e non basta dunque fare delle previsioni sui bilanci, ma bisogna attestarne l’affidabilità. Come detto, la grana più grossa è rappresentata dalla figura di Yonghong Li, e la recente inchiesta del New York Times ha alimentato ancora più dubbi relativi alla sua presidenza.

SCENARI – E’ ora cosa succede? Il Milan sicuramente verrà sanzionato dall’Uefa, ma è difficile stabilire in questo momento a quanto ammonterà la sanzione. Il trattamento potrebbe essere lo stesso riservato a Roma e Inter, ma è anche vero che ogni caso va esaminato con estrema attenzione: l’ipotesi più probabile è che sia una multa da pagare, ma c’è da tenere in conto anche una possibile esclusione dalle coppe europee. Altre ipotesi sono quelle relative alla limitazione della rosa, del mercato o il rispetto di obiettivi specifici di bilancio. Una cosa è certa: la bocciatura da parte dell’Uefa rende ancora più difficile e complicata la strada della nuova proprietà, che vive un momento estremamente delicato sia in campo e sia soprattutto fuori dal campo.

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