Milan, il piano per il futuro: il nodo è il debito con Elliott

Milan, il piano per il futuro: il nodo è il debito con Elliott

Approvato il bilancio semestrale del Milan, con perdite di 32,6 milioni fino al 30 giugno: ora l’obiettivo è risistemare i conti. Tutti i fronti aperti

‘La Gazzetta dello Sport’ in edicola stamattina ha dedicato un approfondimento ben dettagliato alla situazione societaria del Milan che, in occasione dell’assemblea dei soci tenutasi nella giornata di ieri, ha approvato il bilancio gennaio-giugno 2017, chiuso in passivo di 32,6 milioni a fronte dei 34 milioni di perdite dell’anno precedente. Tale operazione è stata fatta per far passare l’esame dei conti societari dall’anno solare, così come era consuetudine con Fininvest, a quello sportivo.

I prossimi mesi, però, saranno quelli decisivi per il nuovo corso cinese del club di Via Aldo Rossi: da molte settimane, infatti, il Milan lavora alacremente per il rifinanziamento del debito che Yonghong Li, proprietario e Presidente rossonero, ha contratto con il fondo di investimenti statunitense Elliott Management Corporation (303 milioni, 180 per l’acquisto, 123 per il Milan, più una cinquantina di milioni visto il tasso di interesse all’11,5%): al momento, ha sottolineato la ‘rosea’, è in corso una trattativa esclusiva con un altro fondo, presentato dall’advisor Bgb Weston, per un’operazione che includa anche la quota prestata alla Rossoneri Sports Investments Luxemboug lo scorso aprile per il closing.

Questi soldi, oltre a liquidare formalmente Elliott, consentirebbero al Milan di respirare in acque un po’ più calme, e, al contempo, alla società di poter programmare al meglio, in quanto, a differenza dell’accordo con Elliott, non sarebbero da rimborsare entro e non oltre il 30 ottobre 2018, bensì in un arco temporale diluito fino a 5 anni, quindi fino al 2023. Intanto, Yonghong Li ha versato, la scorsa settimana, un’altra tranche dell’aumento di capitale di maggio, arrivando fino a 49 dei 60 milioni di euro previsti.

Il futuro del Milan, infine, secondo ‘La Gazzetta dello Sport’, passerà necessariamente anche dalla risposta della UEFA sul ‘voluntary agreement’ presentato giovedì scorso: l’amministratore delegato rossonero, Marco Fassone, ha spiegato ieri ai piccoli azionisti, durante l’assemblea, che l’obiettivo della nuova proprietà del Milan è quello di arrivare al pareggio di bilancio nel 2020, anno in cui, tra l’altro, c’è in previsione la quotazione della società in una borsa asiatica (Hong Kong?): il piano del club meneghino, infatti, passerà anche e soprattutto dallo sviluppo commerciale del brand A.C. Milan in Oriente.

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