Inter e Milan, tre giornate per salvare le ultime ambizioni

Inter e Milan, tre giornate per salvare le ultime ambizioni

Le squadre milanesi, partite con grandi propositi, arrivate in affanno al finale di stagione: la Coppa Italia però darebbe un senso alla stagione del Milan

di Daniele Triolo, @danieletriolo

L’edizione odierna di ‘Tuttosport’ ha dedicato un approfondimento alla situazione delle due squadre milanesi, Inter e Milan, agli albori di un mese di maggio che sarà decisivo per le residue ambizioni di entrambe le squadre. Partite entrambe, all’inizio di quest’annata, con grandi propositi, le due compagini meneghine si sono perse per strada: l’Inter a cavallo tra fine 2017 ed inizio 2018, il Milan, invece, è partito male per poi riprendersi strada facendo.

Comunque, la Milano calcistica anche quest’anno sarà costretta a pagare dazio a Torino, sponda bianconera, a Napoli e ad ambedue le squadre della Capitale, Roma: un vero tormento per una città che, dopo Madrid, è quella che ha visto vincere più Coppe dei Campioni/Champions League. Una storia, quella delle milanesi in Champions, che fatica a scrivere nuove pagine: l’Inter manca dalla competizione addirittura dalla stagione 2011-2012, il Milan vi ha giocato l’ultima gara nel marzo 2014.

Ora, Inter e Milan hanno a disposizione le ultime tre giornate di campionato per salvare le residue ambizioni stagionali. I nerazzurri, matematicamente parlando, avrebbero ancora una chance di entrare tra le prime 4 ed approdare, nel 2018-2019, tra le 32 squadre che prenderanno parte alla Champions League: impresa ardua, però, perché Roma e Lazio sono avanti di 4 lunghezze (70 a 66) e, come se non bastasse la difficoltà del rimontarle in soli 270′, va anche considerato come lo scontro diretto contro la Lazio, in programma alla 38^ e ultima giornata, si giocherà allo stadio ‘Olimpico’. L’Inter, oltretutto, rischia una beffa perché potrebbe chiudere con il punteggio più alto in campionato dal 2011 ad oggi e non centrerebbe l’obiettivo quarto posto.

Poi c’è il Milan, che, partito malissimo con Vincenzo Montella, si era ripreso con Gennaro Gattuso a cavallo tra gennaio e marzo, rimontando i cugini da -18 a -5 e, potenzialmente, rientrando in orbita Champions. I rossoneri, poi, hanno pagato le 4 sconfitte ed i 2 pareggi conquistati in un aprile nero e hanno messo a rischio, di fatto, anche la qualificazione alla prossima edizione dell’Europa League. Leonardo Bonucci e compagni dovranno sperare nel sorpasso al sesto posto nella prossima giornata di campionato (Milan-Verona a San Siro, Lazio-Atalanta all’Olimpico) e buttare un occhio dietro perché Sampdoria e Fiorentina, distanti solo 3 punti, insidiano il settimo posto (che varrebbe i preliminari della competizione) ai rossoneri.

Ed il Milan, poi, si troverà costretto a giocare a Bergamo contro l’Atalanta ed a San Siro contro la Fiorentina nelle ultime due giornate: due sfide da dentro o fuori per il Diavolo, il quale, però, potrebbe renderle del tutto pleonastiche qualora, nel frattempo, il 9 maggio all’Olimpico di Roma, avesse battuto la Juventus nella finale di Coppa Italia ed alzato al cielo un trofeo che, nella bacheca di Via Aldo Rossi, manca dal 2003: vincere la coppa nazionale, difatti, garantirebbe al Milan l’accesso diretto ai gironi della prossima Europa League e, almeno parzialmente, riscatterebbe una stagione difficile e di transizione.

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