CorSera – Milan, Elliott al timone almeno un anno

CorSera – Milan, Elliott al timone almeno un anno

Per questo periodo l’extra valore della vendita del Milan andrebbe a Yonghong Li. Ieri, intanto, vertice con Marco Fassone a Londra: i retroscena

di Daniele Triolo, @danieletriolo

L’edizione odierna del ‘Corriere della Sera’ parla della situazione societaria del Milan, finito nelle mani del fondo di investimenti statunitense Elliott Management Corporation dopo il default del suo ormai ex azionista di maggioranza, l’imprenditore cinese Yonghong Li.

In una nota diffusa alla stampa, Elliott ha chiarito come intenda impegnarsi nella gestione del Milan con un progetto a lungo termine. Quanto tempo? Il ‘CorSera’ spiega che, trattandosi comunque di un fondo di investimenti, è probabile che voglia dire il tempo necessario per rivalutare il nuovo asset, restituirgli stabilità finanziaria e, soltanto a quel punto, rivenderlo per guadagnare rispetto l’investimento iniziale.

Ci sarebbe un tempo minimo: un anno, perché, sembra, secondo indiscrezioni, che, per questo lasso temporale, l’extra guadagno di un’eventuale rivendita del club (il surplus oltre la cifra di circa 400 milioni con cui Elliott, in sostanza, si è preso il Milan), andrebbe a Yonghong Li. Quello che, però, interessa ai tifosi del Milan, ora, è quali saranno le mosse del fondo di Paul Singer per valorizzare la società rossonera.

La prima mossa, come annunciato nel comunicato, sarà un aumento di capitale da 50 milioni per onorare le esigenze di cassa. Il Consiglio d’Amministrazione in programma oggi, infatti, secondo il ‘CorSera’, servirà esclusivamente per convocare, per sabato 21 luglio, l’assemblea dei soci del Milan: è in quel giorno che si conosceranno i nomi dei quattro membri ‘Elliott’ (tra cui Giorgio Furlani) in luogo dei quattro membri cinesi dal CdA e il nome del Presidente, che potrebbe essere Paolo Scaroni.

Intanto, ieri Fassone è stato a Londra dove ha incontrato Franck Tuil e lo stesso Furlani, i manager di Elliott che, in questi 15 mesi (da quando, contattati dallo stesso Fassone, hanno finanziato Yonghong Li per completare l’acquisizione del club da Fininvest) hanno lavorato assieme a lui sul Milan. Concordati i prossimi passi, per il momento sembra abbiano rassicurato l’amministratore delegato che può proseguire il suo lavoro e da fonti vicine al fondo arrivano smentite che siano stati contattati altri manager.

La prossima settimana, riporta il ‘CorSera’, Fassone dovrebbe quindi avere un incontro con Paul Singer. Ovviamente, però, la situazione resta in evoluzione e dei cambiamenti potrebbero comunque arrivare. Si continua a parlare di un ritorno al Milan di Umberto Gandini, oggi alla Roma, così come dell’approdo di un manager internazionale, mentre sembra sfumata l’ipotesi del ritorno di Paolo Maldini. Infine, c’è il capitolo del ricorso del Milan al Tribunale Arbitrale dello Sport (TAS) di Losanna contro la squalifica per un anno dalle coppe.

Con il suo comunicato, Elliott ha voluto mandare un messaggio anche al TAS: a Losanna difficile possa presentarsi Gordon Singer, ma, probabilmente, andrà Tuil: alla Camera giudicante la proprietà cinese non aveva voluto la loro presenza. E poi la UEFA aveva preteso che Elliott si impegnasse almeno per due anni. Ora, forse, può farlo. Ma soprattutto si cercherà di far valere la circostanza che il debito di 120 milioni del club non è più verso un soggetto terzo, ma verso il proprio azionista. Situazione, dunque, ben diversa. Questi, invece, i piani di Elliott dal punto di vista tecnico!

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