Rientro di classe quello di Hakan Çalhanoğlu dopo due settimane di assenza: gol ed assist per rilanciare il Milan di Gennaro Gattuso, che lo sprona e motiva

'La Gazzetta dello Sport' in edicola questa mattina ha dedicato un approfondimento alla prestazione di Hakan Çalhanoğlu, decisivo ieri, allo stadio 'Dall'Ara' di Bologna, per la vittoria del Milan contro i rossoblu di Roberto Donadoni: un gol, molto importante, ed un assist, per il raddoppio di Giacomo 'Jack' Bonaventura, nello score del turco, salito, in questa stagione, a 6 reti tra Serie A (4) ed Europa League (2).

Hakan Calhanoglu Bologna-Milan

Çalhanoğlu, ha evidenziato la 'rosea', ha seguito alla lettera i dettami del suo allenatore, Gennaro Gattuso, che in queste settimane gli aveva chiesto di “calciare e buttare giù la porta” poiché pienamente consapevole delle immense qualità tecniche, e balistiche, nel bagaglio sportivo dell'ex giocatore del Bayer Leverkusen: ieri, il giocatore, al rientro in campo dopo aver saltato le gare contro Torino e Benevento per un'infiammazione al tendine rotuleo, non si è fatto pregare e ha sboccato il risultato contro il Bologna con una rasoiata chirurgica di destro, di prima intenzione, che non ha lasciato scampo ad Antonio Mirante.

In più, come già detto, l'assist per Bonaventura, ma anche il numero “da marziano”, ha sottolineato 'La Gazzetta dello Sport', a mettere Jesús Suso davanti la porta del Bologna: roba da stropicciarsi gli occhi. Dietro le grandi prestazioni di Çalhanoğlu, tra i giocatori più talentuosi, incisivi e decisivi di questo Milan, c'è, però, tanto merito di Gattuso, che, sin dal suo arrivo, lo ha spesso spronato, motivato, convinto a tirar fuori tutto quello che ha dentro, e nei piedi. Missione decisamente riuscita.

Il ragazzo, che ha dichiarato nel post-partita di ieri di volere fortissimamente l'Europa League, si mette anche spesso a disposizione della squadra in fase difensiva: lo stesso Gattuso, in televisione, ha spiegato come ieri a Bologna sia stato fondamentale anche per aver chiuso, 4-5 volte, le linee di passaggio e spiegando come, in futuro, possa giocare sempre più di frequente in posizione centrale. Da vero numero 10, insomma. Un numero che porta, con onore, sulla maglia di un club glorioso come il Milan e che conserverà certamente anche negli anni a venire, da colonna di questa squadra.

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