“Un grande passo per il Milan”: 50 giorni di Elliott, rivoluzione come per Amstrong sulla Luna

“Un grande passo per il Milan”: 50 giorni di Elliott, rivoluzione come per Amstrong sulla Luna

Il 21 luglio di 49 anni fa, l’uomo sbarcò sulla Luna. Quest’anno, nella stessa data, Elliott ha preso il comando del Milan: i passi di una vera rivoluzione

di Luca Fazzini, @_lucafazzini

“Un piccolo passo per l’uomo, un grande passo per l’umanità”: con queste parole, il 21 luglio 1969, Neil Amstrong, rivoluzionò la storia del mondo, mettendo per la prima volta il piede sulla Luna. Stessa data, 49 anni più tardi. Oltre 384.000 chilometri più lontano ecco un’altra rivoluzione, di portata decisamente inferiore, ma altrettanto significativa se si considera il solo universo Milan. Il fondo americano Elliott, infatti, sbarca ufficialmente nel mondo rossonero, imponendosi subito. I nuovi proprietari licenziano per giusta causa i quattro membri del consiglio d’amministrazione e l’amministratore delegato Marco Fassone. Paolo Scaroni, già membro del c.d.a., diventa ad in pectore e presidente.

Ma non è finita qui: in poche settimane, la nuova proprietà dimostra serietà, competenza e passione verso la nuova avventura. Il 24 luglio ecco l’arrivo ufficiale di Leonardo: dopo un passato da giocatore e allenatore, gli viene affidato il compito di direttore tecnico. Il brasiliano ex Psg si mette subito al lavoro e conclude tantissime operazioni: salutano tanti cavalli di battaglia del Milan cinese come Bonucci, Kalinic e André Silva, ma anche Bacca, Gomez, Locatelli, Gabriel e Antonelli. In entrata, vengono sistemati quasi tutti i reparti: dentro Caldara, Bakayoko, Castillejo, Laxalt e il grande colpo Higuain, che riaccende l’entusiasmo di una piazza in cerca di gioie dopo un’estate difficile.

The end? Macché. Nemmeno il tempo di celebrare l’arrivo del Pipita, sbarcato a Milano il 2 agosto, che il 5 agosto arriva una delle notizie che i tifosi aspettavano da maggior tempo: Paolo Maldini torna in rossonero. A nove anni di distanza dal ritiro, l’ex capitano torna nelle vesti di direttore sviluppo strategico dell’area sport. Dalla dirigenza al campo: una rivoluzione netta e decisa, volta al rilancio di un Milan che prova – piano piano – a tornare grande. Parafrasando Amstrong, “solamente 50 giorni di lavoro, ma un grande passo per il futuro del Milan”.

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