Milan, che disastro: squadra piatta, serve una scossa

Milan, che disastro: squadra piatta, serve una scossa

Brutta gara per il Milan di Gennaro Gattuso allo ‘Stirpe’ di Frosinone: ormai è crisi evidente, di uomini e di gioco. La nostra analisi

di Daniele Triolo, @danieletriolo

Altro, orrido passo falso del Milan di Gennaro Gattuso. Dopo il duplice 0-0 contro Torino e Bologna, e la sconfitta interna per 1-0 contro la Fiorentina, i rossoneri, già sotto un treno per l’eliminazione dall’Europa League, non vanno oltre un altro pareggio a reti bianche, questa volta al ‘Benito Stirpe’ contro il Frosinone del neo-tecnico Marco Baroni.

Con i 90’ disputati in terra ciociara, salgono a quattro le gare senza gol all’attivo per il Milan, che ha eguagliato, così, il record negativo del 1984-85, quando, con il ‘Barone‘ Nils Liedholm in panchina, il Diavolo non andò in rete contro Torino, Avellino, Sampdoria e Verona. Dal Barone a … Baroni, in grado di imbrigliare la sterile manovra rossonera ed abile a portare a casa un punto d’oro per le ambizioni di salvezza dei canarini.

D’altro canto, però, gli appassionati di calcio ed i tifosi rossoneri hanno assistito, purtroppo, all’ennesima prestazione di un Milan piatto, lento, troppo scolastico nelle sue trame di gioco (a dire la verità sempre più difficili da individuare) ed in evidente crisi, anche e soprattutto nei suoi singoli elementi. Quelli che, sulla carta, avrebbero dovuto trascinare il Milan in questa stagione verso l’obiettivo del quarto posto.

Assente Jesús Suso, sostituito con scarsi risultati da Samu Castillejo, continuano a sembrare due fantasmi sul rettangolo verde Hakan Çalhanoglu e Gonzalo Higuaín, giunto a due mesi pieni pieni di digiuno dalla rete avversaria. Oggi il ‘Pipita’ è apparso, forse, un pochino più volenteroso del solito, ma il suo rendimento è distante anni luce da quanto il Milan si aspettava, e si aspetta, da un campione del suo calibro.

In più, ci ha messo del suo anche Gattuso, che ha cambiato tre volte impostazione tattica durante la gara: partito dal 4-3-3, intorno alla mezzora del primo tempo ha risistemato la squadra con il 3-4-1-2, per affiancare un abulico Patrick Cutrone a Higuaín, ma lasciando Castillejo nel ruolo di trequartista. Partito bene a destra, una volta accentratosi l’ex Villarreal è scomparso dai radar dello ‘Stirpe’.

Ha fatto, al contrario, la trottola il povero Çalhanoglu, che, partito male da mezzala, è stato prima schierato davanti la difesa al posto di Tiémoué Bakayoko, e, successivamente, confinato sul versante sinistro, a centrocampo, quasi ridotto a fare il terzino sulle sgroppate, continue, del carneade Paolo Ghiglione.

Eh no, caro Milan, così non va. La squadra necessita di un elettroshock, prepotente, perché, dalla trasferta di Frosinone, i rossoneri sembrano tornare con pochissimi segnali vitali e con tanti, troppi problemi irrisolti. Il rischio è che sabato sera, contro la Spal, si possa assistere ad un altro incontro di questo tipo. Il tutto mentre la Champions League, che sembrava così vicina un mese fa, comincia, lentamente, a sfumare sullo sfondo più nero che rosso.

GATTUSO NON HA CERCATO ALIBI AL TERMINE DEL MATCH. PER LE SUE DICHIARAZIONI, CONTINUA A LEGGERE >>>

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