19 punti in 9 gare per il Milan di Vincenzo Montella: una media impressionante per una squadra simile a quella dell’anno passato. L’anno della svolta?

Ieri sera, con la perla di Manuel Locatelli, che ha trafitto Gianluigi Buffon con un tiro sotto l’incrocio dei pali, il Milan di Vincenzo Montella, dopo ben 4 anni (l’ultima volta era stata il 25 novembre 2012, sempre 1-0, con rigore di Robinho) è tornato a battere la Juventus, interrompendo così una striscia record di 9 sconfitte consecutive tra Serie A e Coppa Italia. A proposito di record: se c’è un merito da ascrivere a Montella, c’è senza dubbio quello di aver rivitalizzato una squadra che, praticamente simile a quella dell’anno scorso, sta viaggiando ad una media-punti stratosferica.

19 punti in 9 gare di campionato, infatti, che permettono al Milan di consolidare la seconda posizione in classifica, per il momento in solitaria in attesa della sfida tra Roma e Palermo, e di insidiare la corazzata bianconera a soltanto due lunghezze di distanza. Questa partenza sprint (e quanti rimpianti per l’inopinata sconfitta in casa contro l’Udinese!) è addirittura migliore di quella della stagione 2010-2011, anno dell’ultimo Scudetto rossonero, quello della coppia gol Zlatan Ibrahimovic-Robinho, del super Kevin-Prince Boateng e di Massimiliano Allegri sulla panchina. All’epoca, il Milan totalizzò 17 punti nelle prime 9 gare: coincidenza curiosa, alla 9^ giornata, a ‘San Siro’, si presentò proprio la Juventus, che si impose per 2-1.

Vincenzo Montella, Milan-Juventus, Gettty Images

Il Milan di Fabio Capello, stagione 1995-96, partì con 20 punti in 9 giornate, terminando la stagione in vetta alla classifica, conquistando il primo Scudetto nell’era dei tre punti. Quello allenato da Alberto Zaccheroni, stagione 1998-99, iniziò il campionato collezionando appena 15 punti in 9 gare, colmando la partenza a rilento con un girone di ritorno da antologia e la rimonta sulla Lazio, ormai praticamente certa di aver conquistato il titolo nazionale. Il primo Milan allenato sin dall’inizio del torneo da Carlo Ancelotti, stagione 2002-2003, la squadra che vinse la Champions League a Manchester, partì con 16 punti in 9 gare, proprio perché sconfitta 2-1 dalla Juventus a Torino. L’annata successiva, 2003-2004, culminata con lo Scudetto, Ancelotti si ‘riprese, totalizzando ben 21 punti in 9 partite, nel 2004-2005 ne fece 20 in 9 gare, ma la vittoria del campionato non arrivò, per soli 3 punti, dinanzi ad una Juventus, allenata da Capello, fortissima ma poi privata dello Scudetto dallo scandalo Calciopoli. Furono addirittura 22 i punti nelle prime 9 partite del 2005-2006, ma il titolo prese comunque la strada di Torino. Il Milan di Leonardo, nel 2009-2010, fece soltanto 14 punti in 9 gare, e media-punti similare l’hanno ottenuta Filippo Inzaghi (16 punti) e Sinisa Mihajlovic (13).

Insomma, Montella, a pieno diritto, si inserisce di prepotenza nell’elite dei tecnici rossoneri scudettati e pluripremiati: l’esordio dell’Aeroplanino, alla guida del Diavolo, è di certo confortante. Il difficile, però, viene adesso: il Milan dovrà confermare questo avvio brillante, e, se possibile, migliorare ulteriormente se, davvero, vorrà intraprendere nuovamente la strada verso la gloria che merita.

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