Il Milan è sesto in classifica da gennaio e, rispetto al girone d'andata, ha soltanto tre punti in più. La Coppa Italia resta l'unico, reale obiettivo
In più di qualche circostanza, nel corso delle sue conferenze stampa a Milanello, il tecnico rossonero Sinisa Mihajlovic aveva apostrofato il girone di ritorno di questo campionato come 'quello delle rivincite'. Una definizione coniata ad hoc per spiegare come il Milan, da gennaio in avanti, avrebbe avuto voglia di cambiare passo, conquistando punti contro avversari che, ad inizio stagione, erano stati nettamente più bravi di Riccardo Montolivo e compagni (Fiorentina, Napoli per esempio) e recuperando punti contro quelli che, al contrario, avevano sorpreso i rossoneri, frenandone la corsa verso un piazzamento nelle alte sfere della classifica. Quali, ad esempio, Atalanta (0-0 interno) Carpi (0-0 a Modena), Verona (1-1 a 'San Siro'), per citarne alcuni.
Dopo il pareggio a reti bianche strappato, non senza sofferenza, al 'Bentegodi' di Verona contro il Chievo, però, il Milan è rimasto sesto in classifica. La squadra di Mihajlovic non è mai andata, in tutto il campionato, oltre quella posizione, ed occupa la sesta piazza in Serie A dalla prima giornata del girone di ritorno, cioè da quando, il 17 gennaio scorso, aveva battuto 2-0 la Fiorentina grazie alla reti di Carlos Bacca e Kevin-Prince Boateng. Il Diavolo ha toccato quota 48 punti, ma è scivolato a -6 dall'Inter e dalla Fiorentina ed addirittura a -11 dalla Roma di Luciano Spalletti, dando definitivamente l'addio alle speranze di Champions League.
Anzi, mantenere almeno il sesto posto, che potrebbe portare i rossoneri in Europa League, sarà un obiettivo assolutamente da non fallire, considerando che, rispetto al girone d'andata, i rossoneri vantano solamente tre punti in più in classifica in confronto agli avversari affrontati, dopo 10 giornate disputate. I numeri inchiodano Mihajlovic: il serbo, che pure sta svolgendo un gran lavoro, dovrà cercare di ottenere ora più punti possibili da qui a fine stagione, e tentare di regalare al club di Via Aldo Rossi la sua sesta Coppa Italia. Altrimenti, per il Presidente Silvio Berlusconi, questa sarà l'ennesima stagione fallimentare, che non potrà che concludersi con l'esonero, l'ennesimo, del tecnico di turno.
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