Il Milan si presenta con un ruolino casalingo di sole vittorie in quella Serie A, il Parma senza aver mai raccolto i tre punti lontano dal Tardini. Eppure, è il Parma a sbloccare il risultato con Paolo Cannavaro al 24' del primo tempo. Un vantaggio destinato a durare solo 3 minuti: Kaká sfila sulla sinistra e mette in mezzo un pallone velenoso che Cardone devia sotto il corpo del suo portiere. Ancora 60 secondi e sullo stesso lato Shevchenko - che con Maldini infortunato porta al braccio la fascia da capitano - alza la testa e vede in area Gilardino, arrivato quell'anno proprio dal Parma dopo due stagioni da oltre 50 gol complessivi. Lo serve con un esterno morbido, talmente caratteristico di un attuale calciatore rossonero da poterlo definire "à la Modrić". Gila di testa segna la sua 12a rete in campionato e ribalta il risultato.
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Sheva prova a mettersi in proprio prima dell'intervallo, trovando l'ostruzione con la testa di Couto. La palla però finisce sui piedi di Kaká, che storicamente sa bene cosa farne. Calcia di prima, con l'interno. Palla all'angolino: 3-1. Nella ripresa il ducale Marchionni segnerà una personale doppietta, che varrebbe anche il pari se nel mezzo non si iscrivesse alla fiera del gol, con merito, finalmente, anche il Pallone d'Oro 2004. Il suggerimento stavolta è di Rui Costa, subentrato a Kaká. Dribbling sulla destra e cioccolatino basso sul primo palo, irresistibile per chi in carriera ne ha scartati oltre 400. Finisce 4-3.
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